mercoledì 19 luglio 2017

I mazzi di carte, il XIX secolo e il balletto

Nel XIX secolo il gioco delle carte era molto in voga, ma in Russia fu decriminalizzato solamente nel 1819: da quell'anno, la stampa di set di carte divenne un monopolio statale che utilizzava un design "francese" basato su figure storiche o mitiche.
Un anno dopo la pubblicazione di "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie" di Lewis Carroll, dove le carte diventano vive, il coreografo francese dei Balletti Imperiali di San Pietroburgo, Marius Petipa, mise in scena il balletto "Florida" su musica di Cesare Pugni, in cui una delle parti più riuscite fu la danza delle carte. I costumi furono creati dal pittore russo di origine francese Adolf Charlemagne, prendendo certo a modello le illustrazioni di Tenniel della prima edizione del libro di Carroll. 


A sinistra i bozzetti di Charlemagne, a destra danzatori vestiti da carte nella produzione del 1866

Nel gennaio del 1866, il balletto fu accolto da un successo molto modesto e presto scomparve dal palco del Teatro Imperiale, ma ebbe alcune conseguenze peculiari. Pochi anni dopo, nel 1874, Adolf Charlemagne, fu coinvolto nella progettazione di documenti ufficiali - tra cui banconote - creando per la produzione statale di carte da gioco un nuovo mazzo chiamato "satin", che fino ad oggi rimane il più comune in buona parte della Russia.


Il seguente design di carte in Russia uscì anch'esso dal mondo teatrale - un gran ballo in costume ebbe infatti luogo nel febbraio del 1903 nel Palazzo d'Inverno degli zar e, nel 1911, per commemorare il 300° anniversario della dinastia dei Romanov, fu progettato un nuovo set di carte basato sui costumi della nobiltà russa invitata al gran ballo.




È molto probabile che questi eventi, almeno parzialmente, abbiano coinvolto Léonide Massine allorquando, lavorando con André Derain ad un nuovo balletto, aggiunse quattro carte da gioco fra i componenti de "La Boutique fantasque". Dal sua grande successo a Londra, il 5 giugno 1919, "La Boutique" rimase un componente permanente del repertorio dei Ballet Russes. 




Nessun commento:

Posta un commento