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sabato 14 aprile 2018

Musiche famose nei film su Sissi

Ricorre oggi la scomparsa del compositore austriaco Joseph Lanner (12 aprile 1801- 14 aprile 1843), padre fondatore e riformatore del valzer Joseph Lanner. Con lui il valzer smise così di essere una semplice danza contadina e fece il suo ingresso anche fra i livelli più alti della società, sia come musica da ballo, sia come musica da concerti.
Nel 1829 ricevette l'ambita nomina a direttore musicale dei balli nelle Redoutensäle nell'Hofburg; poco tempo dopo gli venne affidata anche la direzione della banda del II reggimento cittadino della città di Vienna - carica che, dopo la sua prematura scomparsa a soli 42 anni, sarebbe passata al giovane Johann Strauss jr.
Fu uno dei compositori preferiti dell'arciduchessa Sofia, che partecipava con piacere alle serate danzanti all'Hofburg.


Joseph Lanner in un dipinto di Philipp Steidler

Le sue celebri musiche sono state inserite anche nella colonna sonora dei film della trilogia di Ernst Marischka; ricordate ad esempio la melodia del gran ballo in occasione del genetliaco dell'imperatore Francesco Giuseppe, ripetuta poi anche negli altri film? 



Ebbene, è effettivamente un vero valzer dell'epoca di Elisabetta, intitolato "Hofball-Tänze" (Danze del Ballo di Corte) e composto da Joseph Lanner negli ultimi anni della sua vita.



Continuiamo a danzare sulle note di Lanner il cui valzer "Die Schönbrunner" è stato utilizzato nel secondo film della trilogia, nella scena del ballo con la delegazione ungherese durante il quale Sissi perde i sensi.


Il valzer, uno dei più famosi di Lanner, è dedicato al proprietario del Cafè Dommayer di Hietzing, ancor'oggi esistente, nelle immediate vicinanze del castello di Schonbrunn. Qui sotto il locale nel 1889 e come appare oggi:



Il valzer fu eseguito per la prima volta il 10 ottobre 1842, presentato da Lanner, sul podio per l'ultima volta nella sua carriera, proprio al Cafè Dommayer. 




Continuiamo con le colonne sonore dei film di Sissi. Rimaniamo sempre alla trilogia di Marischka, ricordando la morte del compositore Georg Friedrich Händel: il suo celeberrimo "Hallelujah", dall'oratorio "Messiah" composto nel 1741, fa da colonna sonora al matrimonio di Sissi.






martedì 2 maggio 2017

Profanata la tomba di Romy Schneider

E' di questi giorni la notizia della profanazione dell'attrice Romy Schneider, la Sissi più famosa fra la gente: "Hanno tentato di svegliare dal suo sonno la principessa Sissi" scrivono i giornali francesi.
La tomba, che si trova nel cimitero di Boissy-sans-Avoir, nel dipartimento delle Yvelines, nella regione parigina, è stata aperta, probabilmente nel week-end. La pietra tombale è stata rimossa ma non ci sarebbero segni di danneggiamenti, riportano fonti vicine all'inchiesta.


Romy Schneider, nata nel 1938 a Vienna, divenne celebre ancora adolescente quando nel 1955 interpretò "La principessa Sissi"; il successo fu tale che furono realizzati due sequel nel 1956 e 1958 con la conseguenza che il personaggio dell'imperatrice d'Austria è rimasto ancora oggi identificato con l'attrice, che per il resto della sua carriera dovette fare i conti con quel personaggio tanto "ingombrante" e fiabesco. Non è un caso se Romy vestirà di nuovo il medesimo personaggio nel 1972 nel "Ludwig" di Luchino Visconti, poiché il regista la immortalò nei panni di un'imperatrice più autentica. 


Ciò non bastò però a toglierle di dosso quel personaggio, considerando che ancora oggi tutti confondono Sissi con la donna dolce e romantica dei film degli anni '50 che passano continuamente alla tv. L'attrice tedesca, naturalizzata francese, morì a 43 anni nel maggio del 1982, 10 mesi dopo la morte del figlio David di 14 anni... Una tragedia che l'accomunava con la vera Elisabetta d'Austria.
Le cause del decesso dell'indimenticabile protagonista della principessa Sissi, se suicidio o overdose involontaria legata all'abuso di alcol e medicinali, non sono state mai chiarite, perché la Procura non effettuò l'autopsia.


venerdì 30 maggio 2014

Addio Karlheinz Böhm!

Io sono da sempre un fatalista, che crede nel destino e nelle coincidenze... Questa è una di quelle coincidenze che ti fanno venire i brividi alla schiena perchè l'attore che fu Franz nei film di Mashika degli anni '50, è morto ieri nel giorno in cui cadeva l'anniversario della scomparsa dell'attrice Romy Schneider.

Allego qui di seguito un articolo di ginornale in merito alla scomparsa di Karlheinz:

"E' morto a 86 anni Karlheinz Böhm, anche noto come Carl Böhm, l'attore famoso per aver interpretato l'imperatore Francesco Giuseppe, marito dell'imperatrice Sissi, nella celebre trilogia di film degli anni Cinquanta. Nato nel 1928, Böhm era malato di Alzheimer. Una portavoce della città di Salisburgo fa sapere che è morto ieri sera a Groedig, località poco distante, riporta la Bild. Nella serie di film cui nel 1955 diede il via 'La principessa Sissi' recitò a fianco di Romy Schneider, che vestiva i panni della sovrana. Recitò anche per Michael Powell in 'L'occhio che uccide' nel 1960, poi in diverse produzioni Usa e a teatro. Lavorò anche con il regista Rainer Werner Fassbinder."

- fonte: http://www.lapresse.it/mobile/spettacolo-e-cultura/morto-l-attore-carl-boehm-fu-francesco-giuseppe-in-sissi-1.516622


sabato 26 aprile 2014

L'abito da sposa di Sissi

Toglietevi dalla testa la Schneider con metri di pizzo bianco, quel pomposo abito da principessa delle favole like Cenerentola con una crinolina gigante quanto tutta la navata centrale della chiesa, quel mega-fascio di rose bianche alle mani, acconciatura 'classica' di Sissi con mille trecce dietro la nuca, il barocco Halleluja di Handel... Dimenticate tutto questo e mantenete esclusivamente il suo volto languido e tirato dai nervi!


Fondamentalmente non esistono fonti particolarmente attendibili che ci dicano com'era l'abito di Sissi nel giorno del suo matrimonio, giacché la cerimonia era esclusivamente privata e riservata alla famiglia imperiale e agli invitati. Si può comunque esser certamente più che oggettivi nell'affermare che l'abito che si vede nel film (qui sopra) non rispecchia la realtà, giacché lo stile è più vicino a quello che poteva essere un abito da sposa della seconda metà del XIX secolo. Prima del 1860 infatti erano di moda le gonne poco ampie, con non eccessiva crinolina ma piene di balze. Le balze erano in ogni dove: sulle maniche, sugli scolli e addirittura nell'abbigliamento intimo!!! Si presume quindi che la gonna dell'abito di Sissi fosse composta di vari volant, proprio perchè era consuetudine di quel tempo sia per i costumi di tutti i giorni, sia per quelli da sposa. Spesso le balze salivano fino alla vita che doveva esser rigorosamente mantenuta fine e snella grazie all'ausilio del corsetto.
Ci vengono in aiuto in questa descrizione le numerose litografie degli abiti da sposa dell'epoca di Sissi, fra i quali anche quello dell'imperatrice Eugenia di Francia (sposatasi nel 1853) in basso destra:




Per compensare questa ricchezza della parte inferiore del vestito, la parte superiore era spesso liscia e lineare, senza troppi fronzoli. Non si usavano scollature audaci, che non erano di moda, ed in genere però erano molto accollati e rasentavano il girocollo. La questione della scollatura andrebbe comunque analizzata a parte ma non ho studiato storia della moda, ma posso dirvi che queste avevano degli stili diversi in base alle occasioni: erano più basse per le serate di gala, più alte e lineari per un ricevimento pomeridiano... Ora non ricordo con esattezza però era qualcosa del genere!
Quanto alle maniche, difficile stabilire con precisione come fossero. Potevano esser composte anch'esse da volant, oppure esser completamente lisce e strette sugli arti, oppure strette sul braccio e con uno sbuffo in prossimità del gomito. In genere potevano avere le spalline elaborate (soprattutto col pizzo). Non c'era una regola standard e quindi ogni abito era diverso. 

Di certo il fashion plate del 1854 della rivista di moda 'Iris' è quella più vicino all'originale e riporta esso stesso la dicitura "Portrait de S.M. Elisabeth Duchesse de Baviere, Imperatrice d'Autriche":


Non si è certi che questo sia l'effettivo abito di Elisabetta, soprattutto se confrontato con le altre litografie del tempo che però potevano esser idealizzate... Oppure questo poteva esser inventato, dato che era una rivista di moda e quindi (come oggi) doveva spingere il cliente all'acquisto. Nessuno purtroppo può darci la conferma!
Citando il Corti: "[...] Elisabetta in veste bianca a strascico, trapuntata d'oro e d'argento, riccamente adorna di mirto, sulla magnifica chioma il diadema scintillante donatole dall'arciduchessa Sofia, e, puntato sul petto, un mazzo di freschissime rose bianche."
Possiamo presupporre che, guardando le vecchie litografie presentate nel topic precedente, lo strascico dell'abito di Sissi non fosse come lo intendiamo oggi, ovvero una propaggine lunghissima della gonna. Più semplicemente poteva essere un'altra stoffa adagiata sopra la gonna come un complemento fine a se stesso, da poter togliere terminata la funzione. E' lecito credere questa cosa poichè al Kunsthistorisches Museum di Vienna è conservato quello che si crede essere lo strascico dell'abito da sposa di Sissi, o almeno così riporta il sito del museo. All'apparenza sembra effettivamente più un qualcosa da 'applicare' sopra le balze della gonna, legandolo alla vita:


E' possibile altresì credere che questo possa esser stato lo strascico utilizzato dopo la celebrazione, durante il ricevimento e la cena che si tenne alla Hofburg.




Quanto al diadema o alla tiara che fosse, non sono riuscito a reperire notizie.
Girava invece su internet la foto della filigrana usata da Elisabetta per il giorno delle nozze. Non si sa con certezza se la utilizzò davvero, perchè in quasi tutte le biografie si cita solo ed esclusivamente la tiara donatale dall'arciduchessa Sofia (quella che cadde, della quale ho parlato precedentemente). Detta filigrana, un intricato gioiello floreale in oro, è conservata presso il museo di Altötting (vedi foto sotto). Questo monile fu donato dalla figlia di Sissi, Gisella, al monastero di Altötting e venne archiviata come l'ornamento ufficiale portato alle nozze da Elisabetta. La stessa Sissi aveva donato questa filigrana alla figlia Gisella, affinché lo indossasse proprio nel giorno del suo matrimonio proprio come aveva fatto lei. Questo "come aveva fatto lei" è confermato dal figlio di Gisella, Corrado, che venne a conoscenza di questo dettaglio proprio dalla madre. Qui sotto la filigrana in oro:



In due ritratti "da sposa" (qui sotto) eseguiti probabilmente all'epoca del matrimonio, Elisabetta viene presentata in due versioni: una con effettivamente un semplice gioiello floreale in testa (e non una corona!) a fermare il velo e che ipoteticamente si potrebbe far risalire a questa filigrana dorata, mentre nel secondo ritratto ci viene mostrata con una tiara e degli inserti floreali posti dietro la nuca (che sia la filigrana?) mentre appuntate sul petto solo alcune roselline (che facciano sempre parte del collier di questa filigrana?)...
Probabilmente tutti quelli che la videro dopo le nozze (come ad esempio ai numerosi ricevimenti ai quali dovette partecipare Sissi), ebbero modo di vederla con la tiara donatale dalla zia, quindi si pensò che venne utilizzata anche per la celebrazione. Mistero misterioso ahimè!



Si racconta che l'abito da sposa di Elisabetta sia stato indossato nuovamente dalla sovrana in occasione del suo venticinquesimo anniversario di matrimonio (aprile 1879), ovviamente modificato secondo la moda del tempo. Il quadro qui sotto, certamente uno dei più noti di Sissi, ce la mostra con un bellissimo abito - proprio quell'abito - ricamato in oro e argento, con un lungo strascico e particolari in pelliccia bianca.
Fino a quel momento, il suo abito da sposa era stato conservato a Possenhofen e da lì, per tale ricorrenza, fu spedito a Praga dove venne rimodellato secondo il gusto del tempo e dell'imperatrice stessa.


Osservando il quadro e la fotografia dello strascico di sopra, ciò potrebbe esser effettivamente vero. Ma osserviamo attentamente quanto segue.
Di recente esposizione all'Hofburg è invece il piviale proveniente dal santuario di Maria Taferl che vi mostro qui sotto. Questo piviale è di grandissima importanza poiché ci mostra il ricamo originale in moiré ed argento, che era posto sull'abito da sposa di Elisabetta.
La prima registrazione dell’abito nell'inventario della Basilica di Maria Taferl è del 1890, dono dell'imperatrice Elisabetta stessa. Il prezioso ricamo d'argento venne staccato dal tessuto, accuratamente preservato, e fu ricucito su questo piviale sacerdotale ed utilizzato dai sacerdoti per celebrare messe importanti. Il paramento sacro fu indossato per la prima volta nel 1895.
Da allora è conservato nella Basilica di Maria Taferl.

Alcune immagini (piccolissime purtroppo) dell'esposizione all'Hofburg, e altre in HD dell'intero piviale:

 




 


 

 

Il velo della sposa ottocentesca non era lungo chilometri e chilometri come invece si usa fare oggi, specialmente durante la prima metà del 19° secolo. Era spesso in pizzo del Belgio ed era poco più lungo del vestito, oppure poteva raggiungere una lunghezza più contenuta fino a metà della gonna. In ogni caso il volto della sposa era sempre scoperto.


Per quel che invece riguarda l'acconciatura si può certamente affermare senza alcun dubbio che quella del film non è assolutamente veritiera. La moda dell'epoca prevedeva infatti un'acconciatura più rigorosa composta da due trecce laterali raccolte in uno chignon, anch'esso creato con trecce, posto sulla nuca. Se non si creavano delle trecce, i capelli venivano divisi per parte del capo (destra e sinistra) e arrotolati attorno ad alcuni rotoli di tessuto imbottiti (precursori dei nostri odierni bigodini) che però si potevano piegare a proprio piacimento e che davano all'acconciatura un aspetto più folto, gonfio e morbido. Dopo aver piegato questi 'bigodini' verso il retro della testa, i capelli della parte anteriore venivano fissati con forcine in un basso chignon che era stato realizzato nella parte posteriore del capo. 

L'acconciatura con le trecce che si vede nel film, quella più famosa di Sissi del resto, arriverà solamente qualche anno dopo con l'arrivo di Fanny Angerer parrucchiera personale dell'imperatrice.



In ogni caso non sapremo mai con certezza come fu l'abito di Elisabetta, ma possiamo solo immaginarlo!
Esiste anche un ritratto della giovane Elisabetta, conservato al Museo della Slesia di Opava in Repubblica Ceca, che, se osservato attentamente e confrontato con gli altri dettagli analizzati in questo articolo, sembra mostrarci l'imperatrice con indosso l'abito da sposa. Si noti la presenza dello strascico e dei ricami d'oro e d'argento, una tiara sul capo e dietro ai capelli una specie di decoro ricadente... 


Alcuni sarti ungheresi hanno realizzato un'ipotetica copia di quel che fu l'abito di Sissi nel giorno del suo matrimonio ed è stato esposto al Castello di Gödöllő:







martedì 4 febbraio 2014

Fidanzamento a Bad Ischl

Sofia contattò la sorella Ludovica per predisporre la conoscenza del figlio Francesco Giuseppe con la sua futura sposa, Elena, cugina di primo grado, detta Nenè. Le inviò una lettera approssimativamente intorno alla primavera del 1853 dicendole che "con tutta probabilità ci sarà anche l'imperatore". Era questa una manovra per rendere ufficiale il fidanzamento di Franz con la sua futura moglie, realizzando un coup de theatre durante le celebrazioni del 23° compleanno dell'imperatore (il 18 agosto). 
Elena era una ragazza di 18 anni, non bellissima, ma molto raffinata e colta, amava il focolare domestico, era estremamente pia e religiosa, e non aveva alcun grillo per la testa. Era dunque la moglie ideale per un imperatore! Venne dunque tirata su in base al ruolo che avrebbe dovuto ricoprire: le si insegnarono le lingue, le buone maniere e i balli.

L'appuntamento fu concordato per il 16 agosto nella residenza estiva della famiglia imperiale: Bad Ischl, cittadina situata nelle vicinanze di Salisburgo, fra incantevoli paesaggi montani. Questo borgo termale, molto noto in Austria per le acque minerali utilizzate per le cure idroterapiche, era stata scelta dall'arciduchessa Sofia come luogo per le vacanza da trascorrere in famiglia fin dal 1827, effettuando numerose cure balneari cercando di trovar soluzione alla sua (temporanea) infertilità giacché dal 1824 che era sposata, ancora doveva mettere al mondo un figlio... certamente per l'incapacità del marito che non era propriamente prestante.
Le acque della zona e del centro termale austriaco, ebbero il loro effetto benefico giacché Sofia riuscì in seguito a mettere al mondo 5 figli, una piccina morta precocemente all'età di 5 anni. 
Per tale ragione i tre principi imperiali, Francesco Giuseppe, Massimiliano e Carlo Ludovico, vennero soprannominati in seguito Principi del Sale per queste nascite "miracolose", ma anche per le loro vacanze spensierate passate nella zona nota per l'estrazione del sale. La preferenza accordata dalla famiglia imperiale trasformò ben presto la cittadina in un luogo di grande richiamo per tutta l'aristocrazia.
La loro residenza era sempre presso la casa del sindaco Seeauer, divenuta in seguito Hotel Austria e successivamente Museo della Storia di Bad Ischl (Museum der Stadt Bad Ischl, sotto nella foto).



Inizialmente la comitiva doveva esser composta principalmente da Ludovica e la figlia Nenè, ma il destino volle che la morte di una zia, nonché l'amore infranto di Sissi per un giovane scudiero morto precocemente, fecero sì che la duchessa decidesse di portare con loro anche Elisabetta che all'epoca aveva 15 anni. Mai scelta si rivelò più sbagliata...
Oltretutto in quei giorni Sissi stava attraversando dei giorni di profonda malinconia, pertanto la madre sperava che la presenza dell'arciduca Carlo Ludovico potesse guarirle le ferite, distraendola un poco. Dal loro incontro a Innsbruck (1848), del resto, i due si scrissero lettere e si scambiarono piccoli doni. Il loro legame era innegabile, sicché Ludovica auspicava sinceramente che non si potesse escludere del tutto un fidanzamento col fratello minore dell'imperatore. Tuttavia, Sissi era particolarmente infastidita dal costante parlare di Carlo Ludovico da parte di sua madre e bloccava sempre di più l'argomento.

Giunsero a Bad Ischl il 15 agosto con un'ora e mezzo di ritardo, dovuto anche alla numerose soste causate all'emicrania di Ludovica, vestite a lutto e completamente impolverate dal lungo viaggio in carrozza. A peggiorare le cose, le cameriere, insieme ai loro bagagli, rimasero sorprese da un forte temporale e anche loro si videro costrette ad interrompere il viaggio; sicché quando Ludovica giunse infine a a Ischl con le sue figlie, non si vide neppure l'ombra di cameriere e bagagli. La sfortuna iniziò il suo corso.
Non ebbero nemmeno il tempo di rifocillarsi che furono immediatamente presentate all'arciduchessa Sofia presso la villa del sindaco Seeauer. Dopo questo incontro la famiglia ducale si ritirò nella propria residenza per prepararsi al meglio per l'incontro con la famiglia imperiale al gran completo. 
Ludovica e le figlie furono fatte alloggiare presso l'Hotel Tallachini, oggi ribattezzato "Residenz Elisabeth", appartamenti per le vacanze, situato sulle sponde del fiume Traun, davanti al ponte Elisabeth Bruck intitolato alla futura imperatrice.
Qui sotto l'Hotel Tallachini nel 1850 ca., nel 1890 ed oggi. 




Nenè venne presa sotto le ali protettive dell'arciduchessa Sofia che le assegnò addirittura la propria cameriera personale per prepararla dignitosamente al grande incontro. 
Sissi invece si rassettò da sola, acconciandosi i suoi bei capelli in semplici trecce. Sofia scriverà alla sorella gemella Maria, regina di Sassonia: “Che grazia e charme aveva la piccola in tutti i suoi movimenti, tanto più che non si rendeva affatto conto di aver prodotto un'impressione così piacevole. Nonostante la tristezza [...] era adorabile nel suo abito nero molto semplice."
La sera stessa ebbe luogo l'incontro fra la Elena e l'imperatore Francesco Giuseppe. Ma la conoscenza fra i due non fu di certo spontanea... La posta in gioco era molto alta e tutti gli occhi erano puntati su di loro due! Nenè era tesa, nervosa ed impacciata mentre Francesco Giuseppe, già contrario all'idea di sposarsi non trovò molto avvenente la cugina: magra e dai lineamenti molto marcati presi dalla madre,  stretta come la sorella in un abito a lutto, Elena non era certo bella come Sissi che, al contrario, era gaia e spontanea proprio perché l'attenzione non era più su di lei. 
Eppure, proprio per questo freschezza, per questa gioia di vivere, catturò l'attenzione di Franz.
L'arciduca Carlo Ludovico affermò gelosamente: “Nel momento in cui l'Imperatore vide Sisi, sul suo volto apparve un'espressione di così grande compiacimento che non si poteva più dubitare su chi avrebbe scelto . "
Le famose Sissi e Nenè della trilogia: Romy Schneider e Uta Franz
Sissi non ne aveva idea. Era così intimorita dal rigido protocollo di questo incontro che quasi non si accorse che l'imperatore non si curava della sua futura sposa...

Francesco Giuseppe inizia quindi a cercare sempre di più la compagnia della giovane cugina, cosa che imbarazzò molto Sissi tanto da spingerla a trovare conforto in una persona amica, Carlo Ludovico, fratello dell'imperatore. Questo, già invaghito della cugina e geloso del fratello, rivelò le confidenze di Sissi alla madre, l'arciduchessa Sofia, che però minimizzò la questione dicendo "Che sciocchezza! Come se egli potesse accorgersi di quella piccola scimmia!" 
Ma l'imperatore era ormai invaghito... Fu amore a prima vista! Sissi nel suo abitino nero, con i capelli spartiti nel mezzo e legati in trecce dietro al capo (secondo la moda del tempo) appariva bellissima, mentre Nenè aveva un'aria severa e composta. L'arciduchessa Sofia non mancò mai di rimproverare la sorella nell'aver fatto vestire tutte le figlie di nero! 

Sissi e Nené qualche anno più tardi, intorno al 1862

Il giorno successivo, Franz entrò di soprassalto nella camera dell madre, che si era appena svegliata. La prese alla sprovvista ed esternò il suo amore per la cugina. Questa lo implorò di cambiare idea perché ormai tutto era stato deciso e Sissi era una selvaggia in confronto a Nenè. Sofia cercò di attirare l'attenzione di suo figlio su Néné, ma per quanto si sforzasse di metter Elena nella giusta luce, nulla poteva essere cambiato. La regina Elisabetta di Sassonia era estremamente soddisfatta di questo sviluppo: come madrina, era estremamente felice che Sissi avesse conquistato il cuore dell'imperatore Francesco Giuseppe.
Franz non volle sentir niente e disse che al gran ballo organizzato per il suo compleanno, avrebbe danzato la quadriglia con Sissi, rivelando a tutti la scelta della sua futura sposa. A colazione, Sofia, pur di tenere lontani i due, li fece sedere in diversi punti del tavolo, lontani. Sissi iniziò a sentirsi intimorita... circondata da tutte quelle persone sconosciute, non rendendosi conto del gran caos che aveva creato in famiglia. Mangiò appena e parlò pochissimo con le persone che le erano di fianco.
La sera del 17 agosto ebbe luogo il gran ballo per il compleanno di Francesco Giuseppe. Questo ebbe luogo presso Villa Eltz, una grande e sontuosa abitazione in stile Biedermeier dall'altra parte del fiume, che apparteneva al notaio viennese Josef August Eltz che qui si recava per le sue vacanze estive e che ospitò in diverse occasioni anche Josef Radetzky. La villa venne in seguito comprata dall'arciduchessa Sofia dal dottore Eduard Mastalier - che l'aveva acquistata dall'Eltz nel 1850 - come regalo di nozze per il figlio Franz e la nuora Sissi. 
Negli anni successivi, la villa venne convertita in stile neoclassico ad opera dell'architetto italiano Antonio Legrenzi ed ampliata allungando le ali laterali che le andarono a conferire l'aspetto di una grande "E", iniziale della nuora Sissi, creando un'entrata d'onore con un cortile. Attorno alla villa venne creato anche un parco di stile inglese con costruzioni progettate da Franz Rauch come la Casa del Te o il Castello di Marmo, edifici di corollario per il tempo libero e la caccia.

Villa Eltz all'inizio del XIX secolo

Plastico di Villa Eltz conservato nel Museum der Stadt di Bad Ischl

La Kaiservilla, già Villa Eltz, com'è oggi


Franz insistette affinché Sissi partecipasse e gli ordini dell'imperatore dovevano esser rispettati. Sicché oltre a Ludovica ed Elena, al ballo partecipò anche una duchessina spaurita, non abituata a stare in mezzo alla gente come la sorella Nenè. Oltre a queste, alla serata furono invitate moltissime persone, esponenti dell'aristocrazia prussiana ed austriaca. Si era sperato di danzare sul prato antistante il palazzo, ma il tempo fu molto piovoso e quindi si optò per una festa al coperto. 

Elena si presentò alla festa con grazioso abito di raso bianco con una corona di edera sul capo, mentre Elisabetta raggiunse la residenza con in abitino color pesca con una freccia di diamanti fra i capelli. Ma la bellezza statuaria di Nenè in quell'abito bianco, non ebbe alcun risultato! 
Sofia chiese all'aiutante di campo Hugo von Weckbecker di invitare Elisabetta a ballare. Dopo il ballo, Weckbecker sussurrò a Maximilian O'Donell von Tyrconell: "Mi sembra di aver ballato con la nostra futura imperatrice."
Quando venne il famoso cotillon del film di Marishka, come ben sappiamo, Francesco Giuseppe danzò solo ed esclusivamente con Sissi, porgendole in dono dei mazzi di fiori come da usanza del tempo. A Nenè non venne donato niente. Ne ricevette solo una grandissima umiliazione.
Tutti gli occhi erano ora puntati sulla piccola Elisabetta, che ancora non sapeva cosa significasse quel gesto. Era profondamente imbarazzata per quest'attenzione generale improvvisa.
A mezzanotte il ballo finì con uno spettacolo pirotecnico e tutta Bad Ischl conobbe finalmente il nome della futura imperatrice d'Austria: Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, duchessa in Baviera. 
Elisabetta si trovò spaesata per tutto questo entusiasmo rivoltole! Ma ormai il dado era tratto... 


Il giorno successivo, dopo i festeggiamenti, Francesco Giuseppe chiese alla madre di parlare con la sorella Ludovica, per sapere la reazione di Elisabetta riguardante la proposta di matrimonio, facendo presente che la giovane non doveva sentirsi costretta a prendere immediatamente una decisione, poiché la sorte di esser sposata con lui non sarebbe stata facile. Ella certamente accettò. Del resto egli fu il primo a farle una dichiarazione d’amore vera e propria. Lei, appena adolescente, le uniche cose che sapeva delle relazioni con gli uomini derivavano in realtà dai libri romantici e sentimentali.
Non c’è dunque da stupirsi se Elisabetta cedette alle lusinghe del cugino che all’epoca, giovane e davvero avvenente, era considerato un bellissimo uomo, coi suoi occhi azzurri, i capelli biondi e dei bei favori curati. Quel che è certo è che la giovane corrispose sinceramente ai suoi sentimenti e, quando si conobbero, entrambi i partner dimostrarono subito di piacersi ed apprezzarsi. Di certo per Elisabetta non vi fu il tanto decantato colpo di fulmine, poiché era ancora una ragazzina schiva e timida, mentre per Francesco Giuseppe sì.
Per capire i sentimenti di Sisi al momento e per spiegare i suoi comportamenti degli anni a venire, è emblematica la sua frase: “Amo molto l’imperatore, se solo non fosse imperatore…”. Quando alla duchessa Ludovica chiesero se si fosse tenuto conto dei sentimenti di Elisabetta riguardo al suo matrimonio con Francesco Giuseppe, la sua risposta fu “All'imperatore d'Austria non si dice di no!”, o forse fu proprio Sisi a dare questa risposta. Se queste affermazioni siano vere o siano state mal interpretate dalle due madri, non è ben chiaro.
La giovane principessa mostrò l'euforia confusa di un´adolescente emotivamente ancora immatura. 
Nonostante lo stupore generale Sofia annunciò che tutta la famiglia fosse felice della decisione dell`imperatore. La stessa arciduchessa, per quanto colta dal fatto compiuto, a differenza di quel che si crede, non ebbe mai sentimenti ostili verso la nuora come testimoniano le numerose lettere che ella scrisse ai vari parenti; anzi approvò fin dall’inizio la scelta del figlio.
A Ischl venne annunciato ufficialmente che l'imperatore Francesco Giuseppe si era fidanzato con la cugina Elisabetta. Dei fuochi d'artificio furono rapidamente allestiti sulla collina al di sopra della città, la Siriuskogel, con le iniziali FJ ed E.

La Siriuskogel, con la sua torretta panoramica


Il 19 agosto la coppia si presentò insieme in albergo per fare colazione con la famiglia, con tante congratulazioni da parte dei presenti e della gente accorsa.
La famiglia si recò a piedi alla Santa Messa delle 11.00 nella Chiesa Parrocchiale di San Nicolò. Entrando l´Arciduchessa Sofia cedette il passo a Elisabetta un gesto che chiarì agli astanti chi sarebbe stata la futura Imperatrice d'Austria! Si cantò l`inno Imperiale di Josef Haydn, Gott erhalte. Alla fine della Messa Francesco Giuseppe prese la mano di Sissi e la accompagnò dal sacerdote e la presentò come sua  futura sposa e chiese la benedizione. 



Da lì andarono in visita ai pittoreschi centri abitati di St. Wolfgang e Hallstatt, dove fu anche consumata la cena. L'imperatore Francesco Giuseppe era traboccante di felicità, Elisabetta sempre molto timorosa. Il giovane, protesse la giovane sposa con il suo cappotto militare e le spiegò il paesaggio e le montagne al calar della sera. Per quanto romantico possa sembrare, l'intera famiglia era dietro di loro.
Una targa ricorda la visita a Hallstatt.









Il 19 agosto altri fuochi d'artificio furono lanciati in cielo per onorare la futura coppia imperiale. Gli sposi stavano sul balcone dell'Hotel Austria.
Il 20 agosto 1853, il duca Max fu informato per telegramma e al papa fu richiesta anche una dispensa scritta poiché i due giovani erano cugini di primo grado.
Nel frattempo, Franz cercava di alleviare la paura della sua giovane sposa, spaventata ed estremamente timida, permettendo solo alle persone che lei conosceva di starle vicino. Quindi non era un cocchiere qualsiasi a guidare la carrozza, ma il conte Grünne, amico ed aiutante di campo di Franz, che in pochi giorni le era diventato un amico fidato. Questa relazione cambiata bruscamente a Madeira...


Ritratto della giovane coppia imperiale, conservato al museo cittadino di Bad Ischk


Il 31 agosto si salutarono "molto teneramente" a Salisburgo. Elisabetta tornò in Baviera con la sua famiglia, l'imperatore Francesco Giuseppe tornò al castello di Schönbrunn con il suo entourage.
Il destino aveva iniziato il suo corso inarrestabile.
Elisabetta iniziò la sua preparazione per il suo futuro ruolo di imperatrice d'Austria... Iniziava una nuova vita e finiva per sempre la sua libertà di donna!