Visualizzazione post con etichetta 1854. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1854. Mostra tutti i post

martedì 14 ottobre 2014

Un lungo "viaggio di nozze"


Il primo viaggio ufficiale della coppia imperiale ebbe luogo nel giugno del 1854 e toccò Boemia e Moravia, due regioni dell'impero austriaco. Non è un caso quindi se prima del matrimonio l'imperatrice dovette imparare il boemo e non è altrettanto un caso se l'imperatore scelse di recarsi in Moravia, poiché egli fu incoronato imperatore proprio in quella regione (esattamente nella città di Olmutz). Fu un viaggio di due settimane, non lunghissimo ma decisamente molto intenso.
Elisabetta e Francesco Giuseppe raggiunsero la Moravia (oggi parte orientale della Repubblica Ceca) in meno di quattro ore, viaggiando a bordo del treno imperiale guidato dalla locomotiva Proserpina tutta addobbata con fiori, passando attraverso un'importante linea ferroviaria chiamata Nordbahn (Ferrovia del Nord), che facilitava gli scambi economici all'interno e all'esterno dell'impero.
In Moravia la coppia imperiale si fermò nella città di Brno, considerata la capitale della regione, e ad Olmutz. Qui tra obblighi di rappresentanza e non, la giovane imperatrice visitò scuole, orfanotrofi, un ospedale per i poveri facendo una gradevole impressione su tutta la gente. In questa città una piazza venne dedicata all'imperatore:


Due giorni più tardi la coppia imperiale si mosse alla volta della città di Praga dove prese alloggio nel castello di Hradčany, vecchia residenza dei re di Boemia, dove ricevettero gli omaggi della nobiltà e delle rappresentanze cittadine, dei militari e delle deputazioni affluite dalla campagna. 



Anche a Praga non ci fu un attimo di tregua per Sissi e Franz che dovevano spostarsi quotidianamente da un ricevimento all'altro. La giovane coppia posò la prima pietra di una chiesa, diede inizio ad una gara di tiro a segno e visitò un ricovero per sordomuti, un manicomio e un'esposizione agricola. Là si fece mostrare un nuovo forno dal quale il fornaio sfornò per Sissi e Franz un bretzel a forma di aquila bicipite. 


E che sforzo per la giovane imperatrice il dover svolgere obbligatoriamente tutte quelle azioni programmate, senza un attimo di quiete e senza un minimo di riservatezza. Elisabetta provò per tutta la vita una forte antipatia nei confronti dell'aristocrazia boema che certamente aveva investito la giovane "duchessa bavarese" con un forte disprezzo... come del resto accadde alla corte di Vienna. 

Si susseguirono parate militari, parate dell'esercito alle quali i sovrani assistettero con doveroso rispetto: FG amava molto questo genere di spettacoli ma sua moglie si annoiava a morte, considerando soprattutto la lunghezza di questi eventi. 
Da Praga gli sposi si spostarono verso il castello di Ploschkowitz (foto sotto), residenza estiva dell'ex imperatore Ferdinando e dell'ex imperatrice Maria Anna, che vegliava con abnegazione il sofferente marito, malato di epilessia e disturbi mentali. Dopo l'abdicazione in favore del nipote, Ferdinando si era completamente ritirato dalla vita politica e si era stabilito in Boemia, limitandosi a vivere riservatamente insieme alla moglie. Non partecipò nemmeno al matrimonio di Sissi e Franz, limitandosi a mandare un generoso regalo. Nonostante tutto, il buon vecchio imperatore era ancora amato dalla popolazione viennese che non si sarebbe risparmiata manifestazioni di simpatia nei suoi confronti.
Tralasciando questo, alla morte di Ferdinando nel 1875 il castello Ploschkowitz passò in eredità a Francesco Giuseppe. 


Al termine della visita in Boemia la coppia imperiale visitò i sovrani di Prussia e Sassonia nel castello del conte Thun a Totschen-Bodenbach (l'attuale Děčín, sotto una foto del castello). Entrambi i re erano parenti, per parte delle rispettive mogli, di Francesco Giuseppe, anche di Elisabetta e conoscevano l'imperatore e l'imperatrice fin dall'infanzia. All'apparenza un incontro famigliare, ma che invece aveva anche un significato politico: il re di Sassonia presentò al giovane imperatore un esauriente promemoria sulla crisi d'Oriente e gli consigliò, senza successo, di non insistere nella politica ostile alla Russia.


La coppia imperiale tornò a Vienna ma non potè nemmeno riposarsi un attimo che, l'indomani, dovette presenziare alla festa religiosa del Corpus Domini. 


sabato 26 aprile 2014

L'abito da sposa di Sissi

Toglietevi dalla testa la Schneider con metri di pizzo bianco, quel pomposo abito da principessa delle favole like Cenerentola con una crinolina gigante quanto tutta la navata centrale della chiesa, quel mega-fascio di rose bianche alle mani, acconciatura 'classica' di Sissi con mille trecce dietro la nuca, il barocco Halleluja di Handel... Dimenticate tutto questo e mantenete esclusivamente il suo volto languido e tirato dai nervi!


Fondamentalmente non esistono fonti particolarmente attendibili che ci dicano com'era l'abito di Sissi nel giorno del suo matrimonio, giacché la cerimonia era esclusivamente privata e riservata alla famiglia imperiale e agli invitati. Si può comunque esser certamente più che oggettivi nell'affermare che l'abito che si vede nel film (qui sopra) non rispecchia la realtà, giacché lo stile è più vicino a quello che poteva essere un abito da sposa della seconda metà del XIX secolo. Prima del 1860 infatti erano di moda le gonne poco ampie, con non eccessiva crinolina ma piene di balze. Le balze erano in ogni dove: sulle maniche, sugli scolli e addirittura nell'abbigliamento intimo!!! Si presume quindi che la gonna dell'abito di Sissi fosse composta di vari volant, proprio perchè era consuetudine di quel tempo sia per i costumi di tutti i giorni, sia per quelli da sposa. Spesso le balze salivano fino alla vita che doveva esser rigorosamente mantenuta fine e snella grazie all'ausilio del corsetto.
Ci vengono in aiuto in questa descrizione le numerose litografie degli abiti da sposa dell'epoca di Sissi, fra i quali anche quello dell'imperatrice Eugenia di Francia (sposatasi nel 1853) in basso destra:




Per compensare questa ricchezza della parte inferiore del vestito, la parte superiore era spesso liscia e lineare, senza troppi fronzoli. Non si usavano scollature audaci, che non erano di moda, ed in genere però erano molto accollati e rasentavano il girocollo. La questione della scollatura andrebbe comunque analizzata a parte ma non ho studiato storia della moda, ma posso dirvi che queste avevano degli stili diversi in base alle occasioni: erano più basse per le serate di gala, più alte e lineari per un ricevimento pomeridiano... Ora non ricordo con esattezza però era qualcosa del genere!
Quanto alle maniche, difficile stabilire con precisione come fossero. Potevano esser composte anch'esse da volant, oppure esser completamente lisce e strette sugli arti, oppure strette sul braccio e con uno sbuffo in prossimità del gomito. In genere potevano avere le spalline elaborate (soprattutto col pizzo). Non c'era una regola standard e quindi ogni abito era diverso. 

Di certo il fashion plate del 1854 della rivista di moda 'Iris' è quella più vicino all'originale e riporta esso stesso la dicitura "Portrait de S.M. Elisabeth Duchesse de Baviere, Imperatrice d'Autriche":


Non si è certi che questo sia l'effettivo abito di Elisabetta, soprattutto se confrontato con le altre litografie del tempo che però potevano esser idealizzate... Oppure questo poteva esser inventato, dato che era una rivista di moda e quindi (come oggi) doveva spingere il cliente all'acquisto. Nessuno purtroppo può darci la conferma!
Citando il Corti: "[...] Elisabetta in veste bianca a strascico, trapuntata d'oro e d'argento, riccamente adorna di mirto, sulla magnifica chioma il diadema scintillante donatole dall'arciduchessa Sofia, e, puntato sul petto, un mazzo di freschissime rose bianche."
Possiamo presupporre che, guardando le vecchie litografie presentate nel topic precedente, lo strascico dell'abito di Sissi non fosse come lo intendiamo oggi, ovvero una propaggine lunghissima della gonna. Più semplicemente poteva essere un'altra stoffa adagiata sopra la gonna come un complemento fine a se stesso, da poter togliere terminata la funzione. E' lecito credere questa cosa poichè al Kunsthistorisches Museum di Vienna è conservato quello che si crede essere lo strascico dell'abito da sposa di Sissi, o almeno così riporta il sito del museo. All'apparenza sembra effettivamente più un qualcosa da 'applicare' sopra le balze della gonna, legandolo alla vita:


E' possibile altresì credere che questo possa esser stato lo strascico utilizzato dopo la celebrazione, durante il ricevimento e la cena che si tenne alla Hofburg.




Quanto al diadema o alla tiara che fosse, non sono riuscito a reperire notizie.
Girava invece su internet la foto della filigrana usata da Elisabetta per il giorno delle nozze. Non si sa con certezza se la utilizzò davvero, perchè in quasi tutte le biografie si cita solo ed esclusivamente la tiara donatale dall'arciduchessa Sofia (quella che cadde, della quale ho parlato precedentemente). Detta filigrana, un intricato gioiello floreale in oro, è conservata presso il museo di Altötting (vedi foto sotto). Questo monile fu donato dalla figlia di Sissi, Gisella, al monastero di Altötting e venne archiviata come l'ornamento ufficiale portato alle nozze da Elisabetta. La stessa Sissi aveva donato questa filigrana alla figlia Gisella, affinché lo indossasse proprio nel giorno del suo matrimonio proprio come aveva fatto lei. Questo "come aveva fatto lei" è confermato dal figlio di Gisella, Corrado, che venne a conoscenza di questo dettaglio proprio dalla madre. Qui sotto la filigrana in oro:



In due ritratti "da sposa" (qui sotto) eseguiti probabilmente all'epoca del matrimonio, Elisabetta viene presentata in due versioni: una con effettivamente un semplice gioiello floreale in testa (e non una corona!) a fermare il velo e che ipoteticamente si potrebbe far risalire a questa filigrana dorata, mentre nel secondo ritratto ci viene mostrata con una tiara e degli inserti floreali posti dietro la nuca (che sia la filigrana?) mentre appuntate sul petto solo alcune roselline (che facciano sempre parte del collier di questa filigrana?)...
Probabilmente tutti quelli che la videro dopo le nozze (come ad esempio ai numerosi ricevimenti ai quali dovette partecipare Sissi), ebbero modo di vederla con la tiara donatale dalla zia, quindi si pensò che venne utilizzata anche per la celebrazione. Mistero misterioso ahimè!



Si racconta che l'abito da sposa di Elisabetta sia stato indossato nuovamente dalla sovrana in occasione del suo venticinquesimo anniversario di matrimonio (aprile 1879), ovviamente modificato secondo la moda del tempo. Il quadro qui sotto, certamente uno dei più noti di Sissi, ce la mostra con un bellissimo abito - proprio quell'abito - ricamato in oro e argento, con un lungo strascico e particolari in pelliccia bianca.
Fino a quel momento, il suo abito da sposa era stato conservato a Possenhofen e da lì, per tale ricorrenza, fu spedito a Praga dove venne rimodellato secondo il gusto del tempo e dell'imperatrice stessa.


Osservando il quadro e la fotografia dello strascico di sopra, ciò potrebbe esser effettivamente vero. Ma osserviamo attentamente quanto segue.
Di recente esposizione all'Hofburg è invece il piviale proveniente dal santuario di Maria Taferl che vi mostro qui sotto. Questo piviale è di grandissima importanza poiché ci mostra il ricamo originale in moiré ed argento, che era posto sull'abito da sposa di Elisabetta.
La prima registrazione dell’abito nell'inventario della Basilica di Maria Taferl è del 1890, dono dell'imperatrice Elisabetta stessa. Il prezioso ricamo d'argento venne staccato dal tessuto, accuratamente preservato, e fu ricucito su questo piviale sacerdotale ed utilizzato dai sacerdoti per celebrare messe importanti. Il paramento sacro fu indossato per la prima volta nel 1895.
Da allora è conservato nella Basilica di Maria Taferl.

Alcune immagini (piccolissime purtroppo) dell'esposizione all'Hofburg, e altre in HD dell'intero piviale:

 




 


 

 

Il velo della sposa ottocentesca non era lungo chilometri e chilometri come invece si usa fare oggi, specialmente durante la prima metà del 19° secolo. Era spesso in pizzo del Belgio ed era poco più lungo del vestito, oppure poteva raggiungere una lunghezza più contenuta fino a metà della gonna. In ogni caso il volto della sposa era sempre scoperto.


Per quel che invece riguarda l'acconciatura si può certamente affermare senza alcun dubbio che quella del film non è assolutamente veritiera. La moda dell'epoca prevedeva infatti un'acconciatura più rigorosa composta da due trecce laterali raccolte in uno chignon, anch'esso creato con trecce, posto sulla nuca. Se non si creavano delle trecce, i capelli venivano divisi per parte del capo (destra e sinistra) e arrotolati attorno ad alcuni rotoli di tessuto imbottiti (precursori dei nostri odierni bigodini) che però si potevano piegare a proprio piacimento e che davano all'acconciatura un aspetto più folto, gonfio e morbido. Dopo aver piegato questi 'bigodini' verso il retro della testa, i capelli della parte anteriore venivano fissati con forcine in un basso chignon che era stato realizzato nella parte posteriore del capo. 

L'acconciatura con le trecce che si vede nel film, quella più famosa di Sissi del resto, arriverà solamente qualche anno dopo con l'arrivo di Fanny Angerer parrucchiera personale dell'imperatrice.



In ogni caso non sapremo mai con certezza come fu l'abito di Elisabetta, ma possiamo solo immaginarlo!
Esiste anche un ritratto della giovane Elisabetta, conservato al Museo della Slesia di Opava in Repubblica Ceca, che, se osservato attentamente e confrontato con gli altri dettagli analizzati in questo articolo, sembra mostrarci l'imperatrice con indosso l'abito da sposa. Si noti la presenza dello strascico e dei ricami d'oro e d'argento, una tiara sul capo e dietro ai capelli una specie di decoro ricadente... 


Alcuni sarti ungheresi hanno realizzato un'ipotetica copia di quel che fu l'abito di Sissi nel giorno del suo matrimonio ed è stato esposto al Castello di Gödöllő:







giovedì 24 aprile 2014

Il matrimonio di Sissi e Franz

24 aprile 1854 ... esattamente 160 anni fa... 

Vienna, mattina presto. Tutta la popolazione di Vienna era in gran fermento per il matrimonio dell'imperatore d'Austria. In tutte le chiese furono celebrate solenni funzioni e alla messa al duomo di Santo Stefano partecipò l'elite di tutti i ceti. Gente da ogni dove accorse in massa (si stima che nei giorni precedenti erano giunti a Vienna circa settantacinquemila stranieri) per vedere quella coppia di rara bellezza che riempiva i giornali e che venne presa come ispirazione per la composizione di numerosi opuscoli dal carattere poetico. 

Mentre la città era già nel caos più completo, alla Hofburg la famiglia imperiale si era riunita nella cappella di corte per partecipare alla funzione mattutina. Alle tre del pomeriggio la folla nelle vicinanze del palazzo imperiale e della Chiesa degli Agostiniani (Augustinerkirche), in cui fu effettuata la cerimonia, era così grande che dovettero essere erette delle barriere per mantenere libero il passaggio delle carrozze. La chiesa degli Agostiniani fondata nel 1327, era già stata la scena di molti matrimoni degli Asburgo, tra cui quello dell'arciduchessa (e futura imperatrice) Maria Teresa con il duca Francesco di Lorena nel 1736 e quello dell'arciduchessa Maria Luisa con l'imperatore Napoleone I di Francia nel 1810 


La famosa vecchia chiesa degli Agostiniani era stata splendidamente decorata per l'occasione: sopra l'altare maggiore era stato montato un baldacchino di velluto bianco ricamato in oro, in base al quale erano stati collocati due inginocchiatoi, anch'essi di velluto bianco. Alle pareti e alle colonne della chiesa invece erano stati appesi drappi in damasco rosso e costosi arazzi mentre il pavimento era stato ricoperto di tappeti. Un centinaio di candelabri sormontati da innumerevoli candele (circa 15.000) irradiavano una luce morbida ma brillante in tutta la chiesa. La galleria che conduceva dagli appartamenti interni della Hofburg alla chiesa, era stata analogamente decorata e illuminata.
Il matrimonio doveva aver luogo alle 19:00 di sera ma già dalle 18 ogni spazio disponibile in chiesa era piena di invitati: signore con abiti sfavillanti, le uniformi dei nobili polacchi ed ungheresi, i gioielli scintillanti delle dame e le incantevoli acconciature, formavano una scena di incredibile magnificenza!
Il principe arcivescovo Rauscher, l'ex tutore dell'imperatore, con più di settanta vescovi e arcivescovi nei loro paramenti ricamati in oro, erano assemblati in sacrestia. 
Il maestro di cerimonie informò Sua Maestà che tutto era pronto, e il corteo entrò nella galleria. Prima arrivarono i paggi, poi i consiglieri privati ​​e gli alti funzionari di corte; poi tutti gli arciduchi con i loro ciambellani e, ultimo fra tutti, lo stesso imperatore vestito con l'uniforme da maresciallo di campo con tutti gli ordini appesi agli abiti. Direttamente dietro lo sposo avanzava sua madre, l'arciduchessa Sofia, che conduceva la sposa all'altare alla sua sinistra. Alla destra di Elisabetta c'era sua madre, la duchessa Ludovica, e dopo di loro un folto seguito di dame di corte guidate dal Gran Ciambellano.


L'imperatore e la sua sposa furono raggiunti alla porta della chiesa dall'arcivescovo che li asperse con l'acqua santa, dopo di che si inginocchiarono sui loro inginocchiatoi, mentre gli altri membri delle due famiglie reali presero il loro posto. La cerimonia ebbe inizio e durò poco più di un'ora, durante la quale l'arcivescovo Rauscher fece dei lunghi discorsi, pieni di paragoni floreali, che gli valsero il nome di Plauscher (chiacchierone). Dopo una preghiera, Francesco Giuseppe ed Elisabetta avanzarono sull'altare maggiore, si scambiarono le promesse di matrimonio, si scambiarono gli anelli e giunsero le mani reclinando il capo in avanti in attesa della benedizione.



Al momento dello scambio degli anelli un battaglione di granatieri schierati sul bastione degli Agostiniani sparò la prima salva che risuonò per l'intera Josephsplatz, seguita dal tuono di numerosi cannoni che annunciavano che la principessa Elisabetta in Baviera era finalmente diventata imperatrice d'Austria! Elisabetta sussultò al suono di quei cannoni... Come diremmo noi oggi, era tirata come una corda di violino per quanto era in tensione! Quando si scambiarono le promesse di matrimonio la voce di Franz risuonò per tutta la chiesa, mentre la voce flebile di Sissi si percepì a malapena...


Alcune immagini del matrimonio: