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lunedì 19 marzo 2018

Maria Josè di Braganza, cognata di Sissi

Nasceva oggi, 19 marzo del 1857, Maria José (o Josepha) di Braganza, seconda moglie di Carlo Teodoro in Baviera, fratello di Sissi.


Nacque quale figlia del deposto re del Portogallo, Michele di Braganza - che per un curioso caso del destino era quel "Don Miguel" del quale s'era innamorata Ludovica, la madre di Sissi, un partito che i genitori di lei non avevano visto di buon occhio in quanto non sarebbe mai diventato re... e invece... 
Michele ebbe ben 5 figlie femmine che si sposarono con notevoli partiti del loro tempo: Maria Teresa (1855-1944), ad esempio, sposò l'arciduca Carlo Ludovico d'Austria, fratello di Francesco Giuseppe.

 Una bella foto delle tre sorelle di Braganza: da sinistra Maria Josè, Adelgonda (1858-1946) e la sopracitata Maria Teresa.

Qui sotto alcune foto giovanili di Maria Josè.



Ad ogni modo, Maria Josè si fidanzò col fratello di Sissi, Carlo Teodoro, col quale aveva una notevole differenza d'età: ben 19 anni separavano i due - lui fascinoso uomo di 34 anni e lei 17 appena compiuti!! Nonostante ciò, il matrimonio tra Maria José e Carlo Teodoro, avvenuto il 29 aprile 1874, fu molto felice. Lui si risposò ben 9 anni dopo la tragica morte della prima moglie, Sofia di Sassonia, della quale parlammo proprio qualche giorno fa.




Lei fu attratta dalla personalità carismatica del marito, persona molto colta e raffinata, e anche musicista di talento, apprezzandone soprattutto l'intelligenza. Carlo Teodoro non si interessò mai di politica, tutta la sua vita fu dedicata alla medicina. Rinomato oftamologo fondò numerose cliniche, che ancora oggi portano il suo nome, dove curò gratuitamente persone bisognose di qualunque ceto. La moglie lo aiutò sovente in questa professione.

La clinica di Carlo Teodoro a Monaco di Baviera

Maria Josè aiuta Carlo Teodoro in un intervento oculistico 

Maria José portò nella sua nuova famiglia tutto il calore e la spontaneità tipici delle persone del sud. Seppe comprendere, con il tatto innato che possedeva, la mentalità dei componenti della famiglia del marito, che erano allo stesso tempo romantici ed eccentrici.
Profondamente religiosa e praticante, sovrintese con severità sull'educazione delle 3 belle figlie (Sofia Adelaide, Elisabetta e Maria Gabriella) cercando di inculcare in loro un forte senso del dovere e di rispetto per le tradizioni e le convenzioni sociali. Con i figli maschi fu più indulgente.


Maria Josè con la figlia Maria Gabriella




Morì l'11 marzo 1943, durante la Seconda guerra mondiale a Possenhofen, casa di famiglia, dove Hitler con una eccezionale concessione le permise di abitare negli ultimi anni della sua vita.

Carlo Teodoro e Maria Josè a Possenhofen o allo Schloss Tegernsee 


Maria Josè e Carlo Teodoro a Possenhofen insieme alla duchessa Ludovica, i figli, l'arciduca Carlo Ludovico ed Elisabetta,  figlia di Maria Josè e CT (la ragazza a destra, diverrà regina del Belgio). 


Di nuovo una foto di Maria Josè e Carlo Teodoro con le figlie e la duchessa Ludovica


La figlia Elisabetta, dal 1909 al 1934 fu regina dei Belgi come sposa di Alberto I: la loro figlia Maria Josè, divenne invece regina d'Italia per quel mesetto appena di regno (dal 9 maggio al 10 giugno 1946) che le valse l'appellativo di "regina di maggio".

Elisabetta di Wittelsbach, duchessa in Baviera, qui regina del Belgio nel 1914
con i tre figli Leopoldo, Carlo Teodoro e Maria Josè
Maria Josè da adulta, regina d'Italia nel 1946




domenica 18 marzo 2018

Sofia di Sassonia, cognata di Sissi

Ricordiamo anche la povera Sofia di Sassonia, poco nota cugina e cognata di Sissi, moglie di Carlo Teodoro in Baviera, morta il 9 marzo 1867.
La breve vita di Sophie iniziò a Dresda il 22 marzo 1845. Ella nacque principessa di Sassonia quale figlia del re Giovanni di Sassonia e di Amalia Augusta di Baviera, figlia a sua volta di Massimiliano I di Baviera.
Sposò, l'11 febbraio 1865, il cugino Carlo Teodoro in Baviera, fratello di Sissi. Dopo la nascita della loro prima e unica figlia ( Amalia in Baviera nata come Sissi il 24 dicembre di quell'anno), Sofia fu colpita da gravi problemi respiratori che le provocarono una lunga debilitazione fisica. Riuscì a riprendersi ma l'anno dopo contrasse una grave influenza che non riuscì a superare. Morì giovanissima, a soli 22 anni.
Rimasto vedovo, Carlo Teodoro volle intraprendere gli studi medici e divenne oculista. Nel 1874 Carlo Teodoro si risposò con Maria José di Braganza ed ebbe altri figli.




 Sofia con la cugina Sofia Carlotta, sorella di Elisabetta



Gorizia: inaugurata una nuova mostra su Sissi


Una donna moderna, colta, brillante, abile mediatrice, con idee ben chiare su qual era il suo ruolo e la sua importanza: questo è ciò che principalmente emerge dalla mostra “Elisabetta d’Austria. Donna imperatrice viaggiatrice nelle collezioni italiane” a cura di Marina Bressan e Marino De Grassi, con l’allestimento di Roberta Calvo, che oggi, venerdì 9 marzo, alle 18, si inaugura nelle sale del Museo Santa Chiara di Gorizia. L’esposizione, promossa dal Comune di Gorizia, assessorato alla Cultura e realizzata dal Centro Ricerche Turismo e Cultura presenta la figura di Elisabetta d’Austria, dai più conosciuta come Sissi, riportata al suo contesto storico e alla sua dimensione umana, al di là del mito e della superficie a cui il cinema e la leggenda ci hanno abituati. Il percorso espositivo, che si snoda lungo i tre piani del Museo, intreccia i ruoli chiave di Elisabetta: donna, imperatrice, viaggiatrice attraverso dipinti, incisioni, fotografie, materiali d’archivio, libri, abiti e gioielli che evidenziano principalmente una donna di vasta cultura e con un’educazione solida. A questo proposito, sarà assolutamente rilevante il ruolo dei genitori di Elisabetta, in special modo del padre Max, uomo ricco e coltissimo che le farà amare il teatro, la musica, ma anche la natura e il viverla in maniera libera e totale in special modo a Possenhofen, la residenza estiva della famiglia ducale, sulle rive del lago di Starnberg, a sud di Monaco di Baviera.

Come sottolineato dalla curatrice Marina Bressan «la ragazzina sedicenne, cresciuta all’ombra del padre Max in Baviera, rimane affascinata da un mondo di fiaba che le si schiude davanti: il bel principe azzurro, la vita in una gabbia dorata, la condanna al culto dell’apparenza le faranno rimpiangere l’ambiente intimo e indipendente dalle convenzioni del secolo di Possenhofen e Monaco, di cui l’arciduca Max era l’artefice, e al quale continuerà a sentirsi legata da un senso di appartenenza forte e ancestrale. Anche il mare, visto per la prima volta a Trieste in occasione del viaggio imperiale, rappresenterà per lei la via verso la libertà tanto agognata».
Al piano terra, dedicato ai “Luoghi dell’anima” di Elisabetta, si possono ammirare dipinti, diversi dei quali provenienti dai Musei civici di Trieste, delle città che Elisabetta ha visitato e amato, Trieste, Miramare, Venezia, Roma, Vienna, Corfù, accanto all'olio su tela “Allegoria della navigazione”, dipinto da Hans Makart nel 1878 in occasione dei festeggiamenti per le nozze d'argento dell'Imperatore Francesco Giuseppe e della sua consorte Elisabetta. L'opera, che celebra il Lloyd austro-ungarico e la navigazione sul Danubio, venne acquistata dal Museo Revoltella nel 1901. L’allestimento del piano terra prevede anche l’esposizione dell’abito indossato da Romy Schneider nel film “Ludwig” di Luchino Visconti del 1973, dove l’attrice interpretava proprio l’imperatrice.
Il secondo piano accoglie invece i ritratti della famiglia, sia della famiglia di provenienza che di quella imperiale. Il ruolo di imperatrice è particolarmente evidenziato nei suoi primi anni, quando al braccio dello sposo Francesco Giuseppe, Elisabetta inaugurò una tratta della Südbahn, quando intraprese il viaggio in Italia, compresa la visita a Trieste e a Gorizia. Inoltre, in mostra viene sottolineato il suo ruolo nello Ausgleich con l’Ungheria e la visita a Trieste nel 1882.
Il senso del viaggio per Elisabetta occupa una parte rilevante della rassegna, come si può appurare dall’allestimento del secondo piano. «Inizialmente viaggio come fuga, poi di passione e di scoperta e infine di ritrovamento di se stessa: mai banale, ma sempre documentato e suffragato da letture appropriate – prosegue Marina Bressan - viaggio come confronto di cultura-civiltà, viaggio alla scoperta di valori integri, viaggio in compagnia di autori del passato a lei molto cari, Shakespeare, Omero, Heine, Swinburne, Carmen Sylva, Ibsen. Viaggio per mare partendo da Miramare per arrivare all’amata Corfù. Viaggi vissuti anche da coloro che le stavano accanto come l’ammiraglio Oscar Cassini, legato alla Famiglia Coronini».
Infine gli ultimi viaggi già gravati dal presentimento di morte, segnati dalla perdita del figlio Rodolfo e l’ultimo viaggio a Ginevra, con il compimento del suo destino nel 1898 ad opera dell’anarchico Luigi Luccheni.


La mostra è aperta ogni fine settimana fino al 10 giugno 2018, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13e dalle 15.30 alle 19.30. L’ingresso è gratuito. Visita guidata ogni domenica alle ore 16.30. Catalogo edito dalle Edizioni della Laguna.


giovedì 18 luglio 2013

La famiglia di Sissi, pt. 2: Massimiliano in Baviera, suo padre

Del padre di Elisabetta si dovrebbero scrivere tomi interi!! Va innanzitutto precisato che il rapporto tra Sissi ed il famossissimo duca Max, non fu poi così idilliaco come ci fa vedere il film! E' indubbio comunque che avessero caratteri simili e che le stesse passioni che aveva il padre furono trasmesse alla figlia durante l'infanzia e l'adolescenza a Possenhofen e a Monaco di Baviera. Dopo il suo matrimonio (di Sissi intendo!) lei iniziò a vederlo meno poichè Max preferiva la sua vita ritirata e lontana dalla corte nel castelletto di Unterwittelsbach.

Nacque a Bamberga il 4 dicembre 1808 come figlio unico del duca Pio Augusto in Baviera e di sua moglie la principessa Amalia Luisa di Arenberg. Era Duca in Baviera e non di perchè discendeva da un ramo cadetto della famiglia reale e quell'in Baviera stava ad indicare che non era il Sovrano di Baviera; se si fosse intitolato Duca DI Baviera, avrebbe significato che la Baviera era un Ducato e non un Regno, e che lui era il suo Sovrano!



Una tazzina venduta all'asta qualche tempo fa, raffigurante il duca Pio Augusto in Baviera, nonno di Sissi.
Sotto una miniatura raffigurante la principessa Amalia Luisa di Arenberg, nonna di Sissi.


Il 9 settembre 1828 Massimiliano Giuseppe sposò a Tegernsee la principessa Ludovica di Baviera, figlia del re Massimiliano I di Baviera, dalla quale ebbe 10 figli. Nel 1834 acquistò il Castello di Possenhofen sul lago di Starnberg, che fu la sua principale residenza per il resto della sua vita.
Curioso il Duca Max... un tipo stravagante ed eccentrico!  Appassionato della musica popolare bavarese. Era un valido suonatore e compositore di cetra, strumento fino a quel momento considerato plebeo e di cui favorì l'introduzione a corte. Ciò gli valse il soprannome di Zither-Maxl (Max della cetra)! Il virtuoso dello strumento Johann Petzmayer fu suo insegnante e protetto. In seguito al loro operato la cetra divenne praticamente strumento nazionale bavarese.




Alcune immagini del Duca Max. Nell'ultima lo si può vedere con i suoi amati cani, la cetra e sullo sfondo il presunto Wasserschloss di Unterwittelsbach.

Amava viaggiare, ma soprattutto lo stare lontano dagli obblighi di corte. Quando tutte le sue figlie contrassero più o meno matrimoni di alto lignaggio, preferì sempre allontanarsi dal trambusto che trovava a Possenhofen ogni qual volta la sua prole arrivava in visita.Non fu nemmeno un uomo fedele e tradì spesso la moglie che invece rimaneva in casa a lagnarsi. Dirà in seguito alle figlie che i suoi primi anni di matrimonio con Max furono molto tristi e li passo spesso da sola in casa a piangere, poiché essendo diventata duchessa in Baviera non aveva più nemmeno l'obbligo di rappresentanza a corte. Max non nascondeva alla moglie le sue scappatelle anzi, nella sua residenza di Monaco di Baviera ad esempio i figli legittimi non potevano partecipare ai pranzi col padre, mentre erano ammessi (anche senza una formale richiesta) i figli illegittimi. Certamente incontrava la sua prole "non naturale" nel castelletto di Aichach.  
Nel 1838 Massimiliano Giuseppe viaggiò tra l'Egitto e la Palestina. Ha pubblicato un resoconto di questo viaggio: Wanderung nach dem Orient im Jahre 1838. Mentre scalava la Grande Piramide compose uno jodel per i suoi domestici come se stesse scalando le Alpi. Raccolse un certo numero di antichità che portò in Baviera ed esposte nella casa di suo padre a Kloster Banz (Abbazia di Banz, nei pressi di Bamberga) ; queste antichità possono essere visitate ancora oggi. Tra gli elementi ci sono la mummia di una giovane donna, tre teste di mummie, mummie di alcuni animali, sarcofaghi e diverse pietre provenienti da tombe e templi di cui uno dal Tempio di Dendur
Comprò alcuni bambini al mercato degli schiavi del Il Cairo per liberarli. Quando Massimiliano Giuseppe andò a Gerusalemme, pagò affinché venisse restaurata la Cappella della Flagellazione sulla Via Dolorosa.
A Monaco di Baviera nel suo palazzo sulla Ludwigstrasse realizzò uno dei primi circhi equestri nel quale lui stesso si esibiva con rocambolesche acrobazie che sdegnavano non poco l'aristocrazia dell'epoca.
Scriveva anche degli articoli politici e satirici e li pubblicava sui giornali dell'epoca con sotto lo pseudonimo di Phantasus. Amava circondarsi di gente semplice, schietta e del popolo. Amava i cavalli più di ogni altra cosa ed aveva numerosi cani che utilizzava sopratutto per le cacce. 
Con i figli ebbe un buon rapporto... Solo quando ritornava a Possenhofen dalle sue avventure per il mondo! Era un padre simpatico e divertente e amava portare i figli nel suo circo di Monaco per insegnargli a cavalcare, a fare acrobazie come faceva egli stesso, li portava a caccia nei boschi e a fare escursioni sulle montagne bavaresi. Poi spariva per mesi, anni interi, e ritornava solamente per un mero obbligo... Il tempo di rimettere incinta la moglie ed andarsene! Per il resto si disinteressò quasi totalmente della loro educazione che era invece affidata alla duchessa Ludovica.



Una fotografia scoperta recentemente raffigurante il Duca Max con una dama sconosciuta...
probabilmente una delle figlie illegittime poiché non somigliante a nessuna delle sorelle Wittelsbach.

Non  fu quindi quello che definiremmo un padre modello, e certamente questo modo di fare di Max condizionò non troppo favorevolmente la concezione che Sissi ebbe poi sul matrimonio. Certo è che l'uomo che vediamo sulla trilogia di Marischka è in parte l'uomo che fu realmente: bonario, amante della divertimento e non della corte... Ma si può supporre che con Sissi non ebbe quel rapporto di profondo amore che ci viene mostrato.

Massimiliano Giuseppe morì a Monaco di Baviera. Lui e sua moglie sono sepolti nella cripta di famiglia nel Castello di Tegernsee.

Alcune fotografie del Duca Max:










Una litografia di Massimiliano e sua moglie Ludovica e, sotto, Massimiliano da anziano.