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venerdì 3 gennaio 2014

Il Capodanno nella famiglia imperiale

Com'era dunque l'ultimo dell'anno e il Capodanno nella famiglia imperiale?

In generale, come ogni altra festività, si celebrava sia privatamente sia con un certo sfarzo. 
L'ultimo giorno dell'anno vedeva un diner famigliare negli appartamenti privati di Sissi e Franz, al quale partecipavano non sono i componenti della famiglia imperiale ma anche altri nobili e dignitari di corte. Non erano previsti grandi spettacoli pirotecnici, ma come da tradizione venivano scambiati regali come nel giorno di Natale: regali di buon augurio per il nuovo anno. Nessuno rimaneva mai sveglio fino a notte fonda, ma partecipavano ad una messa pomeridiana nella cappella di famiglia, con la quale ci si augurava di ricevere la benedizione di Dio per l'anno successivo. 
Stessa cosa capitava con la messa del giorno seguente, il primo del nuovo anno, durante la quale veniva pronunciato il Te Deum.
Il nuovo anno di Corte cominciava con Neujahrscour (ricevimento di Capodanno): la nobiltà dell'impero appariva alla Hofburg, al fine di rendere omaggio all'imperatore e di trasmettere le loro felicitazioni stagionali per la famiglia imperiale. Questo avveniva conformemente ad una procedura complessa che rivelava le sottili sfumature gerarchiche che caratterizzavano la vita di Corte. Solo il corpo diplomatico, i membri delle famiglie regnanti e quei membri dell'aristocrazia che detenevano i più alti posti onorari a Corte, avevano il permesso di partecipare a questo momento e di rendere omaggio all'imperatore in persona. Gli altri membri dell'aristocrazia che erano ammessi a corte in quel giorno,  dovevano accontentarsi dell'Obersthofmeister (letteralmente il capo dei domestici dell'imperatore) quale rappresentante del monarca, che avrebbe poi trasmesso le loro felicitazioni  al sovrano.



Una procedura analoga aveva luogo con le donne a Corte: le mogli degli ambasciatori e degli alti funzionari della Corte erano ricevuti dall'imperatrice in persona (per la gioia della povera Elisabetta!!),  mentre le altre dame aristocratiche dovevano presentarsi al capo dei domestici di Sissi.


Il ricevimento della nobiltà segnava l'apertura della stagione sociale e l'inizio di un vortice di balli, feste in maschera e altri intrattenimenti. I punti salienti della stagione erano i due balli di Corte.
Il primo ad aver luogo era un equivalente di un Ballo di Stato della monarchia, al quale erano invitati quasi 2.000 ospiti provenienti dall'alta società viennese. Oltre l'élite aristocratica, gli ospiti includevano anche individui della vita politica ed economica, così come alti ufficiali dell'esercito.
Due settimane dopo, il 'primo livello' della società si riuniva presso un altro ballo di Corte, un evento più esclusivo che era riservato all'aristocrazia ammessa a corte. Questa era il culmine assoluto della stagione sociale e poteva essere frequentato solo su invito personale dell'imperatore.



Questo era all'incirca ciò che capitava a corte a ridosso del Capodanno...

A questo punto vi starete domandando: ma il Concerto di Capodanno?

Das Neujahrskonzert der Wiener Philharmoniker, questo il suo nome tedesco, è ormai un classico, una tradizione del Capodanno. Un evento mondiale, atteso da milioni di persone in tutto il mondo che possono seguirlo puntualmente in diretta in mondovisione! Come ben saprete, questo concerto si basa prevalentemente su musiche della famiglia Strauss (Johann Strauss padreJohann Strauss jrJosef Strauss e Eduard Strauss) eseguite dal Wiener Philharmoniker nella sala dorata del Musikverein di Vienna. Tradizionalmente viene concluso con l'esecuzione di tre brani fuori programma, due dei quali fissi: il primo è una polka veloce (o galopp), il secondo è An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss jr e il terzo è la Radetzky-Marsch (Marcia di Radetzky) di Johann Strauss padre. Durante quest'ultimo brano, è prassi consolidata che il pubblico in sala batta le mani, seguendo il tempo scandito dal direttore, assieme all'incalzare dell'orchestra.


Purtroppo però non c'entra nulla con Sissi e Franz, e bisogna sfatare il falso mito secondo il quale la coppia imperiale si intrattenesse il primo giorno dell'anno ascoltando i valzer di Strauss: il primo Concerto di Capodanno fu eseguito nel 1939, anno dell'annessione dell'Austria alla Germania durante il Nazismo, su iniziativa del direttore d'orchestra Clemens Krauss che prese l'iniziativa di dedicare interamente un concerto alla figura di Johann Strauss figlio.



mercoledì 1 gennaio 2014

Il Capodanno al tempo di Sissi



In Austria e Germania, il termine tedesco per indicare il Capodanno è “Neujahrstag”, ovvero il giorno del nuovo anno.
Genericamente noi italiani amiamo definire la sera della vigilia del primo dell’anno come “Capodanno” eppure, in Germania ed in Austria, dove spesso le cose si fanno più precisamente che da noi, la notte dell’ultimo dell’anno prende il nome di Notte di San Silvestro, meglio nota col semplice termine tedesco di “Silvester” o “Silvesternacht”.
Il termine “Silvestro” per l'ultimo giorno dell'anno risale al nome di papa Silvestro I, che morì a Roma il 31 dicembre 335. Più tardi, quando la Chiesa abbinò il nome di un santo a ogni giorno dell'anno, il 31 dicembre fu dedicato a questo papa. E così, in molti paesi europei l'ultimo giorno dell'anno divenne semplicemente il "Silvestro".

Intorno al 19° secolo si dava maggior importanza all’Epifania (nota col nome di Erscheinung des Herrn) che era considerata l’ “effettiva” fine dell’anno, poiché coincideva con la fine delle festività del Natale. Tra quest’ultimo e l’Epifania era viva la tradizione delle Rauhnächte (le notti del fumo), come già accennato in precedenza, durante le quali si pensava che gli esseri maligni girassero per i paesi irretendo le persone con la loro "wilde Jagd" (caccia selvaggia). Era quindi usanza, anche nella notte dell’ultimo dell’anno, riempire casa con del fumo d’incenso al fine di scacciare le presenze demoniache.


Johann Wilhelm Cordes (1824-1869): "Die Wilde Jagd"

Ritornando al Capodanno vero e proprio, all’epoca di Sissi erano molti riti di passaggio verso il nuovo anno e spesso si ritrovano ancora oggi sia in Austria che in Germani, nonché qui in Italia.
La tradizione più diffusa, legata alla cena dell’ultimo dell’anno, imponeva di lasciar pronta un po’ della cena preparata, e di consumarla nelle ore precedenti i festeggiamenti fin dopo la mezzanotte: questo era un omaggio al nuovo anno in modo che appena arrivato fosse iniziato nel segno dell’abbondanza.
Il piatto più tradizionale servito nel corso della cena era, come ben immaginabile, a base di pesce con contorno di verze, carote e patate. Spesso si mangiava del formaggio, prodotto direttamente dalle famiglie nel caso dei ceti più poveri, che era un bene primario e fonte di sostentamento per bambini ed anziani.
Dopo la cena, mentre si mangiavamo noci, nocciole e uvetta, che erano tutti simboli portafortuna, si beveva acqua o birra. Immancabile sulle tavole tedesche era, ed è ancora oggi, il dolce di mandorle che prende il nome di Neujahrsbrezel, le ciambelle di Capodanno.

Si festeggiava anche mangiando dei biscotti creati ad arte per l’occasione. Spesso erano per lo più dei biscotti semplici, lievitati, o biscotti speziati con il cumino, nonostante che in molti ricettari vittoriani si trovava la dicitura di “New Years Cake” quando di torta come la consideriamo noi oggi non c’era niente! Nel caso di torte effettive spesso vi si nascondevano dentro degli oggettini simbolici, che avrebbero predetto il futuro a chi li avrebbe trovati.


A cavallo della mezzanotte, nelle famiglie dei ceti più bassi, di solito si celebrava l’entrata del nuovo anno brindando con del buon vino caldo o con la famosa Feuerzangenbowle (traducibile letteralmente col nome di “punch con pinze infuocate"), una famosa bevanda alcolica del tutto simile al vin brulè, preparata con vino rosso speziato con cannella, chiodi di garofano e bucce d'arancia. 

I cittadini preparavano quindi tredici cornetti di zucchero pressato, che venivano appoggiati su una grata, o nel mezzo di due barrette di metallo, mantenute da una bacinella contenente vino caldo e speziato. A mezzanotte erano soliti bagnare i cornetti di zucchero con del rum o altri tipi di liquore i cornetti, per poi darli fuoco.

 Nel XIX secolo veniva chiamato anche Krambambuli, per il suo tipico colore rosso, dato dal liquore all'amarena proveniente da Danzica.
Questa particolare bevanda ebbe maggior successo quando nel 1944 uscì il romanzo "Die Feuerzangenbowle", scritto da Heinrich Spoerl al quale seguì il film con l'attore principale Heinz Rühmann.
Oggi in Germania non è Capodanno senza il Feuerzangenbowle!

I tedeschi usavano, allo scoccare della mezzanotte, arrotolare il vecchio calendario, legandolo con nove giri di filo rosso, per poi bruciarlo alla fiamma del caminetto, ripetendo “Brucia, brucia libero dai giorni passati, i dolori dell’anno vecchio non torneranno mai più”.
Si salutava il vecchio anno anche sparando con i propri fucili e con dei petardi, mentre le campane della chiesa suonavano a gran festa, con lo scopo di cacciare gli spiriti maligni.
Nelle famiglie più ricche, ovviamente, si festeggiava con champagne e sparando fuochi d'artificio.
Capitava che l’ultimo dell’anno fosse festeggiato addirittura in maschera!!

La differenza fra i ceti più bassi e quelli più ricchi, esisteva anche nell’usanza di scambiarsi i “Neujahrsgeschenke”, letteralmente “regali dell’anno nuovo”. Nel popolo, nelle campagne o sulle montagne di Baviera o Tirolo, spesso consistevano in doni più materiali che spirituali come: piante, animali e vari oggetti utili per la vita quotidiana di un contadino. Alla stessa maniera, ci si recava anche dai vicini per porger questi doni simbolici e per scambiarsi gli auguri. Non si mancava mai di portare in dono dei biscotti speziati (simili ai Gingerbread inglesi) che prendevano il nome di Lebkuchen. Era considerato di buon auspicio anche lo scambiarsi delle forme di formaggio, e così, come in molti altri Paesi Europei, mangiare insieme le lenticchie. Un modo di cementare la reciproca conoscenza e amicizia.
Fra i ceti più alti invece che regalare questi oggi si scambiavano doni più consistenti, o delle somme di denaro.

Era viva anche l’odierna tradizione del Bleigießen, un rudimentale gioco casalingo per predire il futuro. Questo consisteva, e consiste ancora oggi, nel far fondere un pochino di piombo in un cucchiaino, facendolo colare immediatamente all’interno di un contenitore con dell’acqua fredda.


Secondo la forma che avrebbe assunto il piombo, la persona o i suoi amici potevano predire come sarebbe stato l’anno nuovo: un cuore o un anello simboleggiavano un'unione futura, una nave prediceva un viaggio, mentre forme di animali significavano prosperità ed abbondanza per la famiglia. L’unica forma non auspicabile era una perfetta sfera, poiché significa che la fortuna sarebbe rotolata via con l’arrivo del nuovo anno.
Ancora oggi il Bleigießen è un gioco casalingo di gran moda in Germania, tant’è ce sono venduti dei kit appositi, con un libretto per l’interpretazione delle forme.



Era usanza anche quella di recarsi alla messa sia il giorno dell’ultimo dell’anno, che quello del primo, ringraziando la Madonna con il canto del Te Deum. Un tempo si era certamente molto più religiosi e credenti di oggi! Di pari passo ai Canti di Natale, videro la luce anche alcuni canti per il Capodanno che ancora oggi appartengono al repertorio delle canzoni di fine anno, come nel caso di: “Das Alte ist vergangen, das Neu’ hat angefangen”. Molti di questi furono creati apposta per l'Epifania, ma successivamente inglobati fra i canti di Natale.

Altrettanto popolare nel 19° secolo, come per il Natale, era l’usanza di scambiarsi dei bigliettini d’auguri per Capodanno. Nella prima metà dell’Ottocento erano spesso realizzati artigianalmente con decoupage e carte piegate mentre, dal 1872 circa, furono dati alle stampe i primi veri e propri biglietti di auguri di Capodanno. Come nelle “Victorian’s postcards”, le “Neujahrswünsche Postkarten” (biglietti d’auguri per il nuovo anno) mostravano diverse scene invernali, con bambini e animali, grandi orologi segnanti la mezzanotte, nonché la semplice scritta di buon augurio “Frohes Neues Jahr” o similari. Ogni figura ritratta aveva un proprio significato: un ferro di cavallo era segno di buon augurio poiché ci si lasciava la vecchia vita alle spalle, un trifoglio o quadrifoglio era sinonimo di fortuna, maiali (mio Dio, erano in ogni cartolina!) significavano abbondanza, 

Spesso mostravano invece un vecchietto canuto dalla lunga barba, sovrastato o scacciato da un bambino di pochi anni, mentre tutto intorno era un turbinio di colori e di fiori… Segno che un vecchio anno se ne stava andando, lasciando spazio ad un anno più giovane.
Altre cartoline invece mostravano le prime scene primaverili, con lo sciogliersi della neve, gli uccellini in cielo, conigli che anticipavano la venuta della Pasqua, funghetti e fiori di ogni sorta.











Superstizioni del Capodanno:

Al tempo di Sissi, nell’Ottocento, erano moltissime le superstizioni legate a questa ricorrenza. Già di per se Sissi era molto superstiziosa e metteva in atto moltissimi espedienti per portare la fortuna dalla propria parte. Ma di questo parlerò certamente più avanti!
Nel XIX secolo, nei paesi tedeschi, a Capodanno si diceva che se la prima persona che si incontrava dopo la mezzanotte era un prete o un medico, ma anche un portalettere o un campanaro, c’era da preoccuparsi perché non erano di certo di buon auspicio!

Stessa cosa diceva nel caso di una donna o anche di una vecchietta, specialmente se proprio la donna augurava un felice anno nuovo ad uomo: c’era da temere la sfortuna e probabilmente l’anno nuovo sarebbe stato un disastro!!

Baciarsi sotto un ramoscello di vischio la sera di Capodanno è ormai una tradizione consolidata ma lo era anche sul finire del XIX secolo e si riteneva che portasse fortuna, soprattutto appeso sulla porta di casa per allontanare gli spiriti maligni, e che proprio il vischio proteggesse l’amore e gli innamorati. Regalare del vischio invece era un gesto considerato portatore di serenità, salute e fortuna.