lunedì 26 marzo 2018

Ritratto dell'imperatrice Elisabetta

Dipinto poco noto - che certamente non le rende giustizia - raffigurante l'imperatrice Elisabetta in abito da ballo. Autore ignoto




lunedì 19 marzo 2018

Maria Josè di Braganza, cognata di Sissi

Nasceva oggi, 19 marzo del 1857, Maria José (o Josepha) di Braganza, seconda moglie di Carlo Teodoro in Baviera, fratello di Sissi.


Nacque quale figlia del deposto re del Portogallo, Michele di Braganza - che per un curioso caso del destino era quel "Don Miguel" del quale s'era innamorata Ludovica, la madre di Sissi, un partito che i genitori di lei non avevano visto di buon occhio in quanto non sarebbe mai diventato re... e invece... 
Michele ebbe ben 5 figlie femmine che si sposarono con notevoli partiti del loro tempo: Maria Teresa (1855-1944), ad esempio, sposò l'arciduca Carlo Ludovico d'Austria, fratello di Francesco Giuseppe.

 Una bella foto delle tre sorelle di Braganza: da sinistra Maria Josè, Adelgonda (1858-1946) e la sopracitata Maria Teresa.

Qui sotto alcune foto giovanili di Maria Josè.



Ad ogni modo, Maria Josè si fidanzò col fratello di Sissi, Carlo Teodoro, col quale aveva una notevole differenza d'età: ben 19 anni separavano i due - lui fascinoso uomo di 34 anni e lei 17 appena compiuti!! Nonostante ciò, il matrimonio tra Maria José e Carlo Teodoro, avvenuto il 29 aprile 1874, fu molto felice. Lui si risposò ben 9 anni dopo la tragica morte della prima moglie, Sofia di Sassonia, della quale parlammo proprio qualche giorno fa.




Lei fu attratta dalla personalità carismatica del marito, persona molto colta e raffinata, e anche musicista di talento, apprezzandone soprattutto l'intelligenza. Carlo Teodoro non si interessò mai di politica, tutta la sua vita fu dedicata alla medicina. Rinomato oftamologo fondò numerose cliniche, che ancora oggi portano il suo nome, dove curò gratuitamente persone bisognose di qualunque ceto. La moglie lo aiutò sovente in questa professione.

La clinica di Carlo Teodoro a Monaco di Baviera

Maria Josè aiuta Carlo Teodoro in un intervento oculistico 

Maria José portò nella sua nuova famiglia tutto il calore e la spontaneità tipici delle persone del sud. Seppe comprendere, con il tatto innato che possedeva, la mentalità dei componenti della famiglia del marito, che erano allo stesso tempo romantici ed eccentrici.
Profondamente religiosa e praticante, sovrintese con severità sull'educazione delle 3 belle figlie (Sofia Adelaide, Elisabetta e Maria Gabriella) cercando di inculcare in loro un forte senso del dovere e di rispetto per le tradizioni e le convenzioni sociali. Con i figli maschi fu più indulgente.


Maria Josè con la figlia Maria Gabriella




Morì l'11 marzo 1943, durante la Seconda guerra mondiale a Possenhofen, casa di famiglia, dove Hitler con una eccezionale concessione le permise di abitare negli ultimi anni della sua vita.

Carlo Teodoro e Maria Josè a Possenhofen o allo Schloss Tegernsee 


Maria Josè e Carlo Teodoro a Possenhofen insieme alla duchessa Ludovica, i figli, l'arciduca Carlo Ludovico ed Elisabetta,  figlia di Maria Josè e CT (la ragazza a destra, diverrà regina del Belgio). 


Di nuovo una foto di Maria Josè e Carlo Teodoro con le figlie e la duchessa Ludovica


La figlia Elisabetta, dal 1909 al 1934 fu regina dei Belgi come sposa di Alberto I: la loro figlia Maria Josè, divenne invece regina d'Italia per quel mesetto appena di regno (dal 9 maggio al 10 giugno 1946) che le valse l'appellativo di "regina di maggio".

Elisabetta di Wittelsbach, duchessa in Baviera, qui regina del Belgio nel 1914
con i tre figli Leopoldo, Carlo Teodoro e Maria Josè
Maria Josè da adulta, regina d'Italia nel 1946




domenica 18 marzo 2018

Ricostruzione di un abito da ballo dell'imperatrice Sissi

Dalla pagina Facebook del castello di Gödöllő ci giunge questa bella foto della ricostruzione di un abito dell'Imperatrice Sissi, indossato da una donna che diversi anni fa fu scelta come sosia della sovrana ad un concorso di bellezza:


Ricostruzione dell'abito da ballo dell'imperatrice Elisabetta del 1878, raffigurato nel bel dipinto di Georg Raab dello stesso periodo e che immortala per sempre la mitica bellezza della sovrana, che indossa pure una parure di rubini rimaneggiati per lei nel 1854, provenienti dal lascito della regina Maria Antonietta di Francia e inserita fra i gioielli personali della casa imperiale.

Originariamente questi rubini erano un regalo di Maria Teresa d'Austria per le nozze della figlia Maria Antonietta, che sposò Luigi XVI di Francia nel 1770. Si racconta che la regina di Francia, prima della famosa "fuga di Varennes", avesse spedito alla sorella Cristina a Bruxelles una cassetta contenente diamanti e altri suoi gioielli, compresi i rubini di Sissi. Tra il 1787 ed il 1801 (le fonti variano con la data) i gioielli furono ricondotti in Austria e quando la figlia di Maria Antonietta -
Maria Teresa Carlotta di Borbone-Francia, detta "Madame Royale" - unica superstite della famiglia reale francese, ritornò in Austria riscattata dal cugino imperatore in cambio di alcuni prigionieri politici, questi le restituì la cassetta contenente alcuni gioielli compresa la parure di rubini e diamanti che "Madame Royale" cedette alla corte di Vienna in cambio di una pensione: questi entrarono a far parte della collezione di gioielli della Casa Imperiale e i rubini furono rimontati in occasione del matrimonio di Sissi e Franz nel 1854 nella versione del dipinto di Raab che potete vedere qui sopra. I gioielli non erano però personali della sovrana, ma erano "gioielli della corte", quindi indossati da tutte le imperatrici. 
Il 1 novembre 1918, l'ultimo imperatore d'Austria (Carlo I), con la caduta della monarchia portò con sé, nella sua residenza, questi rubini e altri gioielli della corona che furono affidati al confidente dell'imperatrice, Leopold Berchtold. Il 4 novembre tutto fu condotto in Svizzera e affidato al banchiere e gioielliere Alphonse de Sondheimer. Nelle sue memorie, dove pare ci siano descrizioni precise dei gioielli, scrisse d'aver ottenuto questi preziosi dalla Corte e che a nome della famiglia imperiale furono sciolti e le singole pietre smontate e rivendute per far fronte agli anni difficili dell'esilio. 
Ancora oggi gli Asburgo contestano fermamente questa tesi e raccontano che, durante il trasporto, i gioielli furono invece rubati dal confidente dell'imperatrice.


Un altro ritratto dell'imperatrice, dove si può vedere nuovamente la parure del dipinto di Raab:




Ricostruzione Swarovski della parure di Sissi, conservata al Sisi-Museum di Vienna






Qualche anno fa, montati su un bel busto dell'imperatrice:



Sofia di Sassonia, cognata di Sissi

Ricordiamo anche la povera Sofia di Sassonia, poco nota cugina e cognata di Sissi, moglie di Carlo Teodoro in Baviera, morta il 9 marzo 1867.
La breve vita di Sophie iniziò a Dresda il 22 marzo 1845. Ella nacque principessa di Sassonia quale figlia del re Giovanni di Sassonia e di Amalia Augusta di Baviera, figlia a sua volta di Massimiliano I di Baviera.
Sposò, l'11 febbraio 1865, il cugino Carlo Teodoro in Baviera, fratello di Sissi. Dopo la nascita della loro prima e unica figlia ( Amalia in Baviera nata come Sissi il 24 dicembre di quell'anno), Sofia fu colpita da gravi problemi respiratori che le provocarono una lunga debilitazione fisica. Riuscì a riprendersi ma l'anno dopo contrasse una grave influenza che non riuscì a superare. Morì giovanissima, a soli 22 anni.
Rimasto vedovo, Carlo Teodoro volle intraprendere gli studi medici e divenne oculista. Nel 1874 Carlo Teodoro si risposò con Maria José di Braganza ed ebbe altri figli.




 Sofia con la cugina Sofia Carlotta, sorella di Elisabetta



Gorizia: inaugurata una nuova mostra su Sissi


Una donna moderna, colta, brillante, abile mediatrice, con idee ben chiare su qual era il suo ruolo e la sua importanza: questo è ciò che principalmente emerge dalla mostra “Elisabetta d’Austria. Donna imperatrice viaggiatrice nelle collezioni italiane” a cura di Marina Bressan e Marino De Grassi, con l’allestimento di Roberta Calvo, che oggi, venerdì 9 marzo, alle 18, si inaugura nelle sale del Museo Santa Chiara di Gorizia. L’esposizione, promossa dal Comune di Gorizia, assessorato alla Cultura e realizzata dal Centro Ricerche Turismo e Cultura presenta la figura di Elisabetta d’Austria, dai più conosciuta come Sissi, riportata al suo contesto storico e alla sua dimensione umana, al di là del mito e della superficie a cui il cinema e la leggenda ci hanno abituati. Il percorso espositivo, che si snoda lungo i tre piani del Museo, intreccia i ruoli chiave di Elisabetta: donna, imperatrice, viaggiatrice attraverso dipinti, incisioni, fotografie, materiali d’archivio, libri, abiti e gioielli che evidenziano principalmente una donna di vasta cultura e con un’educazione solida. A questo proposito, sarà assolutamente rilevante il ruolo dei genitori di Elisabetta, in special modo del padre Max, uomo ricco e coltissimo che le farà amare il teatro, la musica, ma anche la natura e il viverla in maniera libera e totale in special modo a Possenhofen, la residenza estiva della famiglia ducale, sulle rive del lago di Starnberg, a sud di Monaco di Baviera.

Come sottolineato dalla curatrice Marina Bressan «la ragazzina sedicenne, cresciuta all’ombra del padre Max in Baviera, rimane affascinata da un mondo di fiaba che le si schiude davanti: il bel principe azzurro, la vita in una gabbia dorata, la condanna al culto dell’apparenza le faranno rimpiangere l’ambiente intimo e indipendente dalle convenzioni del secolo di Possenhofen e Monaco, di cui l’arciduca Max era l’artefice, e al quale continuerà a sentirsi legata da un senso di appartenenza forte e ancestrale. Anche il mare, visto per la prima volta a Trieste in occasione del viaggio imperiale, rappresenterà per lei la via verso la libertà tanto agognata».
Al piano terra, dedicato ai “Luoghi dell’anima” di Elisabetta, si possono ammirare dipinti, diversi dei quali provenienti dai Musei civici di Trieste, delle città che Elisabetta ha visitato e amato, Trieste, Miramare, Venezia, Roma, Vienna, Corfù, accanto all'olio su tela “Allegoria della navigazione”, dipinto da Hans Makart nel 1878 in occasione dei festeggiamenti per le nozze d'argento dell'Imperatore Francesco Giuseppe e della sua consorte Elisabetta. L'opera, che celebra il Lloyd austro-ungarico e la navigazione sul Danubio, venne acquistata dal Museo Revoltella nel 1901. L’allestimento del piano terra prevede anche l’esposizione dell’abito indossato da Romy Schneider nel film “Ludwig” di Luchino Visconti del 1973, dove l’attrice interpretava proprio l’imperatrice.
Il secondo piano accoglie invece i ritratti della famiglia, sia della famiglia di provenienza che di quella imperiale. Il ruolo di imperatrice è particolarmente evidenziato nei suoi primi anni, quando al braccio dello sposo Francesco Giuseppe, Elisabetta inaugurò una tratta della Südbahn, quando intraprese il viaggio in Italia, compresa la visita a Trieste e a Gorizia. Inoltre, in mostra viene sottolineato il suo ruolo nello Ausgleich con l’Ungheria e la visita a Trieste nel 1882.
Il senso del viaggio per Elisabetta occupa una parte rilevante della rassegna, come si può appurare dall’allestimento del secondo piano. «Inizialmente viaggio come fuga, poi di passione e di scoperta e infine di ritrovamento di se stessa: mai banale, ma sempre documentato e suffragato da letture appropriate – prosegue Marina Bressan - viaggio come confronto di cultura-civiltà, viaggio alla scoperta di valori integri, viaggio in compagnia di autori del passato a lei molto cari, Shakespeare, Omero, Heine, Swinburne, Carmen Sylva, Ibsen. Viaggio per mare partendo da Miramare per arrivare all’amata Corfù. Viaggi vissuti anche da coloro che le stavano accanto come l’ammiraglio Oscar Cassini, legato alla Famiglia Coronini».
Infine gli ultimi viaggi già gravati dal presentimento di morte, segnati dalla perdita del figlio Rodolfo e l’ultimo viaggio a Ginevra, con il compimento del suo destino nel 1898 ad opera dell’anarchico Luigi Luccheni.


La mostra è aperta ogni fine settimana fino al 10 giugno 2018, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13e dalle 15.30 alle 19.30. L’ingresso è gratuito. Visita guidata ogni domenica alle ore 16.30. Catalogo edito dalle Edizioni della Laguna.


lunedì 29 gennaio 2018

I viaggi di Sissi in Trentino Alto Adige: finalmente è uscito il mio libro!

SONO LIETO DI ANNUNCIARVI LA PUBBLICAZIONE DEL MIO LIBRO DEDICATO AI SOGGIORNI DI SISSI IN TRENTINO-ALTO ADIGE, DA OGGI UFFICIALMENTE IN TUTTE LE LIBRERIE D'ITALIA!!



Un saggio storico edito da Mursia, che è sia una biografia sia una guida turistica / escursionistica sulle tracce della famosa e leggendaria "principessa Sissi" nella regione che un tempo era parte dell'Impero Austriaco.

L’idea di scrivere un testo del genere è nata principalmente dalla mia immensa passione per le montagne dell'Alto Adige nelle quali mi reco in vacanza da quando son bambino, ma anche da un grande amore verso la figura storica di Sissi che mi accompagna sin dalla mia infanzia. Da bambino, durante le mie vacanze in Val di Fassa, sentivo sempre citare questa famosa imperatrice – che un tempo conoscevo solo per i film con Romy Schneider – sovente in vacanza fra quelle montagne, alla quale era pure intitolata una passeggiata sulle alture di Nova Levante, in Val d’Ega. Non riuscii mai ad andarci perché una volta s’andava solo a sciare e una passeggiata in un luogo così defilato come Nova Levante, non era certo allettante. Crescendo ho preso consapevolezza che un certo tipo di vacanza, lontano dal trambusto delle località amate dal turismo di massa, era sicuramente più bello e più vero, così vicino ad una nostalgia per certe proprie radici storiche (e il concetto di Heimat, come Patria) che all'inizio non percepivo; mentre l’amore per questa imperatrice è cresciuto e maturato in un qualcosa di più storico. Partendo da queste basi, decisi di scrivere un libro che canalizzasse queste mie passioni, per far conoscere sia il vero personaggio storico di Sissi sia la storia del Trentino-Alto Adige, scoprendo ulteriormente che le due cose non erano per nulla separate, anzi!
Il capitello di Sissi nei boschi di Nova Levante,
alla termine della Elisabeth-Promenade

Esistono pochi testi che analizzano questo tema nello specifico e nella sua interezza e, per questa ragione, ho pensato di scriverne uno che fosse il più completo, esauriente e serio possibile, giacché su Sissi si trovano sempre dei volumi lontani dalla veridicità storica.
Questo libro ha preso corpo durante diversi lunghi anni – per l’esattezza quasi sei, senza considerare vari periodi “morti” o di revisione, compreso quello in cui nel 2015 persi tutto lo scritto per un guasto all’hard disk – durante i quali mi sono documentato con ogni cura, consultando numerosi testi e giornali dell’epoca, memoriali di chi fu vicino all’imperatrice, riuscendo altresì a tradurre brani della corrispondenza privata (mai tradotti in italiano) intercorsa fra l’imperatrice Elisabetta, l’imperatore Francesco Giuseppe e la sua parentela. Ho avuto modo di consultare diversi archivi, visitando egualmente musei e alberghi, compiendo varie ricerche al Castello di Trauttmansdorff di Merano, visitando pure gli antichi Grand Hotel al Passo della Mendola oramai abbandonati, il Grand Hotel Carezza, come pure le altre residenze nelle quali l’imperatrice alloggiò – sia realmente sia in modo leggendario.
Tutto ciò mi ha permesso di rappresentare la pura realtà storica, senza inutili artifici o edulcorazioni, creando uno spaccato del tutto obiettivo riguardante i soggiorni in Trentino-Alto Adige di questa figura che ancora oggi, a torto, viene considerata la principessa delle fiabe. È proprio questo un punto sul quale ho cercato di focalizzarmi maggiormente, per togliere quei cliché che circondano ancora questo personaggio assai mitizzato.

Il libro si compone di una parte introduttiva dedicata alla storia della regione e del turismo all'epoca di Sissi, soffermandosi sulla biografia della sovrana per sfatare quell’aura di personaggio fiabesco, ben lontana dal cammeo romantico in cui la tradizione l’ha sempre incastonata, per farla conoscere anche al lettore meno preparato, analizzando pure in un capitolo specifico anche la sua particolare passione per la montagna.
La seconda parte è certo quella più specifica perché analizza, capitolo per capitolo, quelli che sono i numerosi soggiorni dell'imperatrice Elisabetta in Trentino-Alto Adige. Sua Maestà si recò spesso a Merano dove tornò per ben quattro volte – vi soggiornò infatti la prima volta dall’ottobre 1870 al giugno 1871, prendendo alloggio presso Castel Trauttmansdorff, in seguito nell’inverno 1871-1872 alloggiando a Castel Rottenstein di proprietà del cognato Carlo Ludovico, nuovamente nell’antico maniero a Maia Alta nel 1889 ormai affranta per la morte del figlio Rodolfo, e nuovamente nell’autunno del 1897 prendendo alloggio presso il lussuoso Hotel Kaiserhof in centro cittadino e realizzato per celebrare i ripetuti soggiorni della nobiltà asburgica.

Castel Trauttmansdorff a Merano, col suo bellissimo giardino botanico

Sissi amò molto passeggiare fra le scintillanti montagne trentine delle Dolomiti di Brenta, abitando le antiche stanze del Grand Hotel des Alpes di Madonna di Campiglio che la videro ospite per due volte, dapprima nel 1889 e successivamente nel 1894 accompagnata anche dal marito Francesco Giuseppe.
Le sue ripetute vacanze a Merano e a Madonna di Campiglio, diedero lustro a queste località, un tempo sì remote e senza particolari attrattive, che nel giro di pochi anni dalle visite della sovrana, divennero fra le mete più amate del turismo di massa che le caratterizza ancora oggi.



L’imperatrice visitò pure due volte il pittoresco Passo della Mendola, a cavallo fra le province di Trento e Bolzano (dove ancora oggi si possono percepire i fasti dell’epoca di Sissi e della Belle Époque) dimorando presso i due grandi alberghi ancora oggi esistenti ma abbandonati.

Il Passo della Mendola a cavallo tra l'Alto Adige e il Trentino.

Nel 1897 Sissi visitò con piacere anche il lago di Carezza, fra le bellissime Dolomiti del Latemar e del Catinaccio, dimorando presso l’antico Grand Hotel Carezza (Karersee), visitando incantata le fitte boscaglie dei dintorni e ammirando con profonda emozione le alte scogliere delle montagne che al tramonto si tingevano magicamente di rosso. Ne riferisce la dama d’onore dell’imperatrice, contessa Irma Sztáray, nel suo emozionante memoriale: “Il crepuscolo ci offriva sempre i momenti più belli. Non mi è possibile descrivere pienamente l’effetto prodotto sull’imperatrice quando fissava lo sguardo sul muro rosso del Catinaccio, mentre le Dolomiti, a poco a poco, si tingevano di rosa e poi, come riscaldate da un fuoco interiore, cominciavano ad arroventarsi. Quando si avvicinava l’ora, Lei si recava sulla collina dietro l’albergo, e là, pietrificata, in silenzio, ammirava questo splendido spettacolo che la natura offriva, fin quando si cancellava lentamente.”

Panorama sul Catinaccio al tramonto quando si tinge di rosso (fenomeno definito enrosadira)

Enrosadira sul Catinaccio, vista dall'adiacente Val di Tires

Due capitoli specifici riguardano invece tutte quelle leggende e quelle credenze popolari che vedono l'imperatrice d'Austria in vacanza in moltissime altre località dell'Alto Adige (Val Ridanna, Valle Aurina, località della Val Pusteria come Braies, Dobbiaco, San Candido ecc… con un salto in Veneto al lago di Misurina, un tempo parte dell’Impero) cosa che effettivamente non è mai accaduta e della quale non si ha un effettivo riscontro storico.

La parte conclusiva del testo si focalizza invece su ciò che rimane di lei – alberghi, musei, statue, capitelli e quant’altro – e che il turista può visitare a proprio piacimento in qualsiasi periodo dell’anno. Il tutto si conclude con una curiosa appendice dedicata alle escursioni che ancora oggi si possono fare seguendo i passi dell’imperatrice (consigliate dalle varie associazioni turistiche dei luoghi toccati da Sissi) e che toccano tutte le località da lei visitate, citando ulteriormente anche quei ristoranti o quegli alberghi nei quali ella si fermò per mangiare, riportati dalle cronache dell’epoca.
Lasciatevi quindi guidare attraverso questo racconto in uno spaccato non del tutto conosciuto e non del tutto approfondito sugli anni che Sissi visse in territorio altoatesino che un tempo faceva ancora parte dell’Impero Austriaco... percorrete anche voi quei sentieri sui quali lei camminò più di cento anni fa.

Titolo: "I sentieri di Sissi - verità e leggende sugli itinerari altoatesini dell'imperatrice"
Casa Editrice: Mursia
Collana: Viaggi, scoperte e tradizioni
pagine: 490


Qui sotto alcuni fotogrammi di Sissi e Franz in montagna, dal secondo film della trilogia di Ernst Marischka "Sissi la giovane imperatrice":