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giovedì 29 gennaio 2015

Incomprensioni, maternità e ribellione

Il 1855 è un anno ricco di novità nella vita di Elisabetta. Gli scontri con l'arciduchessa Sofia erano all'ordine del giorno soprattutto perché la giovane imperatrice, amante della libertà, mal tollerava il dispotismo della zia e l'obbligo di adempiere al suo ruolo di imperatrice d'Austria. E' l'estate del 1854 quando Sissi scopre di essere incinta del suo primo figlio. Tutti sperano che il nascituro sia il tanto atteso erede al trono e la stessa Elisabetta lo sperava fermamente, immaginandosi già le infinite critiche che si addossavano alle donne che non avevano dato alla luce un maschio. Questo scrutare l'imperatrice, mette Sissi in uno stato di profonda agitazione e, come se non bastasse, l'arciduchessa Sofia la obbligava a farsi vedere dalla gente passeggiando nel parco del castello: un'imperatrice aveva l'obbligo di farsi vedere dal suo popolo, specialmente se in stato interessante! Figurarsi ora la giovane sovrana che, odiando già di suo l'esser sempre sotto i riflettori, appariva in pubblico spesso pallida, con gli zigomi tirati dal nervosismo. Questo forzare l'indole delicata e riservata di Sissi, non fece altro che accentuare la sua indole introversa tanto da portarla a fuggire (in una delle sue numerose fughe) a Bad Ischl, dov'era la residenza estiva della famiglia imperiale. Qui si incontrò con la madre Ludovica e trascorrerà un periodo di notevole tranquillità, lontana dagli obblighi di corte. Va ricordato a questo punto quanto l'imperatrice temesse di ingrassare: quello che per altre donne poteva essere l'apice della femminilità, il culmine del matrimonio e dell'essere donna e moglie, per Elisabetta divenne una sorta di fobia e non si sentiva a suo agio gonfia e pesante, con i lineamenti sformati dalla gravidanza ed una pancia che cresceva costantemente.
Rientrata a Vienna solo agli inizi dell'inverno, il 5 marzo 1855 Sissi da finalmente alla luce il suo primo figlio: una bambina che, senza considerare la madre, verrà chiamata Sofia, il nome della nonna. 


Elisabetta cerca di opporsi a questo fatto, ma essendo sola in questo scontro impari, alla fine soccombe al volere della famiglia imperiale. In fondo Elisabetta era ancora una donna inesperta e senza il giusto appoggio del marito che, pur amandola teneramente, non riusciva ad imporsi al volere dell'energica madre. In uno stato di psicologico molto delicato, tre mesi dopo la nascita della piccola l'imperatore decide di portare la bambina e la moglie al castello di Possenhofen per trascorrere un periodo tranquillo. Guai però a lasciare i doveri di Stato e l'arciduchessa Sofia in questo fu molto categorica! Francesco Giuseppe giunge quindi ad un compromesso, ovvero che Sissi avrebbe scritto alla suocera dando costantemente notizie di sé e della bimba.


Dopo un periodo di quiete, la coppia imperiale fu costretta a ritornare a Vienna ma la situazione non era cambiata. La zia Sofia, ritenendo la nuora molto infantile e immatura, s' "impossessò" della bambina tanto da arrivare a predisporne l'educazione e addirittura le stanze private della piccola che, come ben si vede anche nei film di Romy Schneider, vengono spostate nelle immediate vicinanze di quelle della madre dell'imperatore... in un'altra ala del palazzo! Elisabetta soffrì molto per questa separazione ma poté ben poco contro l'autorità del "primo uomo dell'impero". Era di nuovo incinta e non poteva né strapazzarsi, né tanto meno affaticarsi troppo correndo dall'altro lato del castello. Elisabetta trascorrerà un periodo di discreta quiete poiché in quello stato nessuna aveva il diritto di disturbare la sovrana. Smise di andare a cavallo e trascorreva i suoi giorni in casa a comporre versi o a studiare diverse materie o le lingue dell'impero.
 Il 12 luglio del 1856 al castello di Laxenburg Elisabetta da alla luce una nuova bambina... E il copione fu esattamente lo stesso. A questa nuova nata viene dato il nome di Gisella, senza ovviamente interpellare la giovane imperatrice. Il suo nome venne scelto per ricordare la principessa Gisella di Baviera (980 - 1065) che sposò il re d'Ungheria Stefano I e unì la corona bavarese e quella ungherese. Sebbene fosse stata battezzata Gisella con due L, lei scrisse sempre il suo nome con una sola L.



Come nel caso della piccola Sofia, anche questa viene presa in custodia dall'arciduchessa che vuole educarle cristianamente secondo le regole della casa d'Asburgo. Una principessa imperiale non poteva di certo essere una scalmanata come quella duchessa bavarese...
Questa volta però Elisabetta esplose e rivendicò i suoi diritti di donna, madre ed imperatrice! Era assurdo che ogni sua mossa fosse criticata dalla suocera e che questa pretendesse di educare le figlie allontanandole dalla sua custodia, separandole dalla madre. L'imperatore si trovò quindi fra due fuochi: da un lato la moglie che pretendeva che queste storie terminassero pretendendo che le fossero restituite le figlie e minacciando una fuga dal palazzo imperiale; dall'altro la madre alla quale non aveva mai disubbidito. Dopo qualche tempo Francesco Giuseppe cede e riferisce alla madre la decisione di riportare le figlie vicino alla madre. Dopo questo evento, la coppia imperiale lasciò Vienna per un viaggio tra Stiria e Carinzia (de quale vi parlerò più avanti).
Indispettita da cotanta sfacciataggine del figlio e della nuora, l'arciduchessa Sofia scrive a Franz minacciando di abbandonare i propri appartamenti e di lasciare per sempre il palazzo imperiale! L'imperatore, dal canto suo, cercò di convincere in tutti i modi la madre a restare pur constatando che in certi momenti si era comportata in maniera molto fredda nei confronti della sua Sissi. Dopo un lungo tira e molla, l'arciduchessa Sofia rimase nei suoi appartamenti ma si rese conto che da quel momento in poi stava finendo la sua autorità nei confronti del figlio... finalmente! E forse fu proprio questo, più di ogni altra cosa, ad aver indispettito l'altera arciduchessa.

Qui sotto alcune immagini commemorative della nascita della nuova principessa:




Qui sotto invece potete vedere la culla dei figli di Elisabetta (circa 1860) conservata al Hofmobiliendepot  (Museo del mobile) di Vienna:





martedì 14 ottobre 2014

Primi giorni alla corte imperiale

Riprendo con il raccontare le vicende di Elisabetta facendo riferimento ai primi mesi trascorsi alla corte di Vienna. Come tutti ben saprete non fu facile per Sissi inserirsi in una corte fatta da obblighi e doveri. L'imperatrice non poteva avere un momento solo per lei, per poter sfuggire agli occhi indiscreti della gente e della stessa corte composta da una gran quantità di personale. Immaginate ora una ragazza 'selvatica', abituata a fare tutto di testa propria senza render conto a nessuno, catapultata
in un emisfero non suo, dove tutto ciò che la circondava non le apparteneva affatto, privata della libertà e del proprio libero arbitrio. La corte era tutta una regola, con molte tradizioni da rispettare! Il giorno successivo al matrimonio, ad esempio, Elisabetta fu obbligata a scendere a colazione con la famiglia imperiale al gran completo... Una situazione del genere, dopo aver passato la prima notte di nozze insieme al marito, avrebbe imbarazzo chiunque, figurarsi la povera Elisabetta! Occhi curiosi, sguardi indagatori... tutti sulla nuova imperatrice! Dov'era quel romanticismo che Sissi tanto cercava in suo marito? Francesco Giuseppe, ahimè, era abituato a rispettare le regole della corte e probabilmente mancò di molta sensibilità e di tatto nei confronti della sposa, obbligandola effettivamente a scendere a tavola. Elisabetta confiderà in seguito alla sua dama di compagnia: "L'imperatore era talmente abituato ad obbedire alla madre, che cedette anche su questo punto. Per me invece è stata un'esperienza orribile. Per farlo contento sono andata anche io."
Guai a non rispettare le tradizioni alle quali suocera Sofia teneva moltissimo. Di fatto FG era succube della volontà della madre: lo era stato da bambino, da adolescente e da adulto non mancò mai di chiederle consiglio. Atteggiamento questo assai discutibile e non ci si stupisca dunque se Elisabetta perdette ben presto la pazienza! 
In questo la trilogia con Schneider non sbaglia, anche se il tutto viene certamente romanzato ed ovviamente esagerato. 
Ma analizziamo quale dettaglio interessante:



Prima notte di nozze


A corte nulla era segreto! A corte tutti sapevano tutto! Figuriamoci quindi quanto interesse possa aver destato il matrimonio dell'imperatore. La dinastia doveva proseguire ed una sposa bella e giovane come Elisabetta avrebbe certo portato lustro e splendore in una corte polverosa come quella degli Asburgo. La notte di nozze era il momento clou di un'unione e tutti fremevano nell'attesa che l'atto fosse compiuto. La madre dell'imperatore accompagnò il figlio nelle stanze della moglie, dove questa era stata a lungo a parlare con la madre dopo la toletta. 
In questo caso, oltre alle madri dei giovani erano presenti anche dame di corte e dignitari che, ovviamente, rimanevano fuori delle stanze private ma che però c'erano! Immaginatevi l'imbarazzo di una ragazzina sedicenne, inesperta e non preparata all'atto sessuale, il vedersi questa scena penosa dopo una lunga e faticosa giornata... Immaginatevi un imperatore focoso, già pratico della faccenda, istruito da contesse igieniche che avevano il compito di insegnare ad amare al giovane Franzl. Situazione non del tutto facile, certamente, tant'è che l'atto fu compiuto solo la terza notte di nozze. Tutti ne erano informati e in questo caso camerieri e valletti erano punti di riferimento sicuri e affidabili. Tutta la corte sapeva questa cosa! 
L'indomani ci fu la colazione sopraccennata. 

Il Morgengabe

Letteralmente "dono del mattino", era il regalo che il marito faceva alla propria moglie il giorno immediatamente dopo la prima notte di nozze. Tradizione proveniente dai longobardi, era in uso in molte corti europee. Anche nella corte di Vienna era in uso e Sissi lo ricevette tradizionalmente il giorno dopo del matrimonio ed era una sorta di dote che il marito costituiva a favore della moglie. Per l'entità dei beni che comprendeva, aveva la funzione di assicurare, non soltanto il mantenimento della moglie durante il periodo della - eventuale - vedovanza, ma anche lo stesso mantenimento dei figli.

Cerimonie, cerimonie e ancora cerimonie... 

Dopo il matrimonio ci furono moltissime altre cerimonie con un Gran Ballo di corte, una festa al Prater dove Sissi potè assistere divertita ad una esibizione del Circo Renz. La stessa arciduchessa Sofia, dopo quattro giorni di cerimonie, era molto esausta e anche Elisabetta non fu da meno. L'imperatore se ne accorse, sicchè per il quinto giorno cancellò tutti gli eventi in programma ed uscì in carrozza da solo con sua moglie. Mai un secondo però furono mai da soli e ciò ferì molto la giovane imperatrice. Unico conforto di quei giorni furono i fratelli che rimasero a Vienna ancora per qualche tempo. 

Luna di miele

Dopo un tot di festeggiamenti il cerimoniale "obbligava" la giovane coppia di sposi ad andare in luna di miele nella vicina proprietà di Laxenburg... Degna conclusione di tante fatiche! 
Da non confondere con l'adiacente parco con il laghetto e il castelletto medievale, la coppia imperiale soggiornò presso il castelletto barocco di Blauer Hof.


Qui Elisabetta visse dei giorni di pieno sconforto. Lasciata sola dai fratelli che erano ritornati in Baviera, l'imperatrice visse in questo castello quasi da sola. Il marito partiva prestissimo per tornare a Vienna a sbrigare i suoi doveri di sovrano, e la moglie rimaneva lì ad aspettarlo. Unica sua compagnia era l'arciduchessa Sofia che andava e veniva quotidianamente da Vienna a Laxenburg, e l'intero entourage composto da uomini e donne a lei sconosciuti. Che luna di miele romantica!!
Per non parlare della sua residenza che all'epoca era piena di spifferi, correnti d'aria gelida e male illuminata. Sissi odiò questa residenza e l'unico suo sfogo erano le lunghe cavalcate nel parco o le poesie scritte nel suo diario poetico. Un esempio è una poesia scritta in quei giorni che prende il nome di "Sehnsucht" cioè "nostalgia". In queste ricorre il tema della farfalla imprigionata, dell'uccellino in gabbia che corre verso nuove lande sconosciute dove trova solo l'infelicità e la privazione della libertà. Come darle torto? Per quanto fosse innamorata queste situazioni avrebbero logorato chiunque!


mercoledì 29 gennaio 2014

La famosa arciduchessa Sofia, la zia "cattiva" di Sissi

Nota con vari nomi quale Sofia di Baviera, Sofia d'Asburgo-Lorena o semplicemente Sofia d'Asburgo.
Per tutti è conosciuta come l'arcigna, cattiva e perfida arciduchessa Sofia... Quella zia odiosa con la quale la Sissi dei film leziosi di Marishka andava sempre a scontrarsi.


Ma cosa c'è di vero in tutta questa cattiveria, in questo personaggio che nei film ci appare così meschino? Andiamo per gradi e vediamo quale fu la sua vita...



Il suo nome completo in tedesco era Sophie Friederike Dorothea Wilhelmine Prinzessin von Bayern. Nacque a Monaco di Baviera il 27 gennaio 1805 quale figlia terzogenita del re Massimiliano I Giuseppe di Baviera e della seconda moglie Carolina di Baden. Era dunque sorella di Ludovica e di conseguenza zia di primo grado si Elisabetta. Il 4 novembre 1824 Sofia andò in sposa a Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena che era il secondo figlio maschio dell'imperatore Francesco I d'Austria. Sofia si ritrovò dunque in un ambiente particolare... L'Austria era governata da un imperatore demente, il marito non era uno degli uomini più avvenenti del mondo, non aveva delle grandi ambizioni e amava piuttosto l'arte e il teatro. Per Sofia fu uno smacco perchè, insieme a Ludovica, non ebbe un matrimonio "importante": due sorelle divennero regine, lei semplicemente la moglie di un "non probabile" discendente al trono!
Appena giunta a Corte, Sofia fu oggetto di pettegolezzi. Quando si sposò con Francesco Carlo, infatti, in quel momento a Schonbrunn c'era il figlio di Napoleone e Maria Luigia, Franz, chiamato anche l'Aiglon, il quale, malato di tisi, era sempre confinato nelle sue stanze. Sofia era l'unica che lo andava a trovare e passavano molto tempo insieme, rimanendo al suo capezzale quando morì nel 1832. Si vociferava che fosse lui il padre di Massimiliano Ferdinando, ma sembra essere stata solo una cattiveria messa in giro dalla corte.

Nonostante questo il loro matrimonio, tra alti e bassi, fu una bella unione e la coppia ebbe ben sei figli:

  • Francesco Giuseppe (1830 - 1916) [nella foto a destra insieme];
  • Massimiliano Ferdinando (1832 - 1867);
  • Carlo Ludovico (1833 - 1896)
  • Maria Anna (1835 - 1840);
  • Un figlio nato morto (24 ottobre 1840);
  • Ludovico Vittorio (1842 - 1919).

Donna assai intelligente e sveglia, Sofia decise ben presto che sarebbe stata la madre di un imperatore d'Austria! Il marito, assai disinteressato alla vita politica e insofferente agli obblighi che il ruolo di imperatore poteva comportare, fu ben contento quando la mogli gli disse di rinunciare alla linea di successione al trono! Certamente non disse "Ah brava!!" come si potrebbe pensare, ma la cosa non gli dispiacque. In seguito alla rivoluzione del 1848, riuscì dunque a far abdicare il cognato, l'imperatore Ferdinando I d'Austria, gravemente malato di epilessia e intellettivamente limitato, e lei stessa decise di rinunciare a diventare imperatrice. Rimase per tutta la vita alle spalle di Franz, guidandolo e consigliandolo circa le mosse da compiere e come comportarsi in moltissime occasioni. Fu una donna dal temperamento forte, non si faceva mettere mai i piedi in testa da nessuno tant'è che venne definita come "l'unico uomo a corte".

 "Erzherzogin Sophie geleitet ihren Sohn Franz Joseph zum Thron", 1848
(c) Österreichische Nationalbibliothek


Poiché, come visto nell'ultimo post, l'imperatore aveva bisogno di una moglie, fu Sofia a muovere i fili affinché il figlio Francesco Giuseppe facesse una buona unione. La scelta cadde su diverse dame, ma poi si preferì scegliere la cugina Elena in Baviera, figlia della sorella Ludovica, soprannominata Nenè. Nel conoscere la futura cognata Sissi, però, Franz ne rimase così affascinato da scegliere quest'ultima al posto della prescelta Elena. Sofia non era molto d'accordo con questa decisione ma l'imperatore fu irremovibile. Sofia fu dunque vittima del suo grandissimo amore per il figlio e per il suo Paese. La scelta fu presa, nonostante gli svariati dubbi e le preoccupazioni dell'occasione, e Franz sposò Sissi nel 1854.

Suocera e nuora: era davvero odio come nel film?

Sinceramente non possiamo parlare d'odio (e qui tutti diranno: "Ooooh ma non è possibile!") perchè Sofia non odiò mai Elisabetta. Ne è testimonianza "vivente" le numerose lettere dell'arciduchessa che ci sono giunte e che ci mostrano una zia preoccupata per la salute della nipote/nuora, che chiedeva al proprio figlio di salutare Sissi, che non mancava mai di chiedere informazioni sull'imperatrice d'Austria... La corrispondenza tra Sissi e Sofia poi, fu molto fitta e regolare nei primi anni di matrimonio e ci troviamo di fronte a lettere cariche d'affetto e d'amore materno.
Cosa c'era dunque di vero? Beh, diciamo che di vero ci fu che Elisabetta fu molto insofferente alla vita di corte. Bramava la libertà delle montagne e delle campagna. Odiava l'etichetta, la corte, Vienna... Odiava tutto ciò che era un obbligo e che la costringeva a fare cose che non voleva. Sofia dunque si scontrò molte volte con Sissi, proprio per questi motivi. Di vero ci fu solo questo, ma non si può credere che ci fosse un vero e proprio odio fra le due donne. entrambe possedevano un carattere indubbiamente molto forte e, certamente, Sofia possedeva qualcosa in più di Sissi, essendo lei in grado di governare degnamente l'impero. È pertanto un errore ritenere Sofia la suocera che ostacola la vita della nuora in tutte le sue decisioni: l'Arciduchessa pensava solo al bene della dinastia Asburgica e dell'Impero Austriaco. Il suo comportamento non fu quindi sbagliato, ma dettato dal bene per il Paese e dall'amore materno per quella nipote tanto scapestrata. Fu lei a prenderla sotto la propria ala e a istruirla per diverso tempo.


Sissi e Sofia nella loro unica foto insieme

La situazione precipitò quando nacque la prima nipote: Elisabetta voleva educare e tenere vicino a sé la figlia, Sofia invece riteneva che il compito spettasse soltanto a lei. Francesco Giuseppe diede ragione alla madre e, per tutta reazione, la moglie iniziò ad intraprendere una serie di viaggi per l'Europa, per fuggire dall'ambiente familiare opprimente. Di conseguenza i contatti tra suocera e nuora furono molto più distaccati. Probabilmente Sofia si sentì più libera, più sicura di se, potendo rimanere a Vienna sola insieme al figlio a governare l'Impero. 

Nonostante ciò, l'arciduchessa Sofia non ebbe una vita semplice. Nonostante il carattere forte, si trovò ad affrontare la morte del figlio Massimiliano Ferdinando (giustiziato nel Messico dai rivoluzionari), la morte di due figliolette nei primi anni di regno...
La morte la colse solamente nel 1872. In occasione di una serata in teatro, il 9 maggio 1872, Sofia rientrò a palazzo e si mise a prender un pò di fresco della sera. Si addormentò sul balcone e si prese una brutta infreddatura che si trasformò in polmonite. Le sue condizioni parvero subito disperate. Per dieci giorni la famiglia imperiale rimase al suo capezzale; Elisabetta, che si trovava a Merano, tornò di corsa a Vienna soprattutto per non sentire le chiacchiere della corte e per non sentirsi in colpa nell'aver mancato un'occasione tanto tragica. Franz fece addirittura lastricare con della pagliale strade intorno ad Hofburg, affinchè il rumore dei cavalli e delle carrozze sotto le finestre delle camere di Sofia non ne disturbassero le ultime ore di vita. 
Sofia morì alle tre di notte del 28 maggio 1872 e venne sepolta nella Cripta dei Cappuccini, dove da secoli trovavano posto le salme degli Asburgo.
Per l'Austria fu come perdere l'effettivo imperatore.
Per Francesco Giuseppe fu la fine di ogni sostegno affettivo, morale e politico.. Un sostegno che Sissi non gli aveva (e non gli avrebbe) mai dato.

Sofia fu dunque personaggio di rilievo e spicco per l'Austria, certamente non nella vita di Sissi, ma ebbe un grande importanza ed una certa influenza per il figlio Franz.



Sofia sul letto di morte



Qualche altra immagine... 












Foto e dipinti insieme al marito


 

domenica 26 gennaio 2014

Una moglie per l'imperatore



Intorno al 1852 - 1853 la zia di Sissi, l'arciduchessa Sofia, iniziò a pensare ad una possibile candidata quale moglie del suo Franzi. Sofia era la sorella di Ludovica, la madre di Sissi, ed il suo figlioletto Francesco Giuseppe, affettuosamente chiamato en famillie col nome di Franzi o Franz, era l'imperatore d'Austria che a quel tempo era una delle nazioni più potenti d'Europa. Divenne imperatore nel 1848 ad Olmutz, coronando così il sogno dell'arciduchessa Soffia, che aveva rinunciato al proprio ruolo d'imperatrice a causa principalmente dell'incapacità a governare del proprio marito. Analizzeremo più avanti queste figure.

A quell'epoca era fondamentale che un uomo si sposasse ed era anche importante che un uomo si sposasse entro breve tempo... Figuriamoci dunque un imperatore!! Per questa ragione, sua madre, iniziò a scambiare numerose lettere private a molte regine del tempo (alcune delle quali erano sorelle di Sofia), saggiando il terreno e studiandosi man mano le possibile principesse che avrebbero potuto fare al caso del proprio figlio, ma soprattutto dell'Impero Austriaco. Era necessario, a tal proposito, che la candidata fosse bella e raffinata, ben istruita e che sapesse bene le lingue dell'impero. Principesse tedesche, con una buona famiglia, furono dunque le principali figure prese in esame.


  • Una delle prime candidate fu Maria Sidonia di Sassonia (1834 - 1862)


Cugina di primo grado di Francesco Giuseppe, era la figlia della sorella di sua madre Amalia, che a sua volta era anche sorella di Elisabetta di Sassonia, madre della futura regina Margherita di Savoia.
Era una donna abbastanza robusta, dalla carnagione bianca e dai lunghi capelli biondi. Era imparentata con moltissimi nomi illustri delle case regnanti del tempo, ma il progetto matrimoniale fallì perché Sidonia non piacque al giovane imperatore. 
Per Sidonia si parlò anche di un altro progetto matrimoniale abbastanza importante, perché successivamente le si fece il nome di Vittorio Emanuele II di Savoia, vedovo di Maria Adelaide d'Asburgo Lorena, ma anche questo progetto fallì e Sidonia morì nubile a 27 anni.


  • Elisabetta Asburgo Lorena (1831 - 1903)



Faceva parte del ramo palatino d'Ungheria ed era figlia dell'arciduca Giuseppe e di Maria Dorotea del Wurttenburg. Elisabetta al tempo era già vedova di Ferdinando Asburgo-Este e madre di una bambina dal nome Maria Teresa. Quando fu presa in considerazione come moglie di Franz, vi fu l'opposizione dell'arciduchessa Sofia sia per la sua ostilità al ramo d'Ungheria, sia perché Elisabetta era una vedova e già madre. Elisabetta si risposerà con Carlo Ferdinando Asburgo della linea Teschen e sarà la madre della regina di Spagna, Maria Cristina.


  • Anna di Prussia (1836 - 1918)


Era la figlia più giovane di Carlo di Prussia e della principessa Maria di Sassonia.
Essendo una giovane e bella principessa, essa fu oggetto di molte attenzioni alla corte prussiana; nell'inverno del 1852, il giovane Francesco Giuseppe I d'Austria la incontrò a Berlino e se ne innamorò. Egli desiderava dichiararle il suo amore e così la madre di lui, l'arciduchessa Sofia, scrisse alla regina Elisabetta di Prussia riferendogli della «gioia che si è mostrata a lui come un sogno fluttuante, facendo un'impressione sul suo cuore molto più forte e profonda di quanto avessi pensato inizialmente». In ogni caso, Anna era già fidanzata all'epoca e, in aggiunta a questo, vi era la complicazione della forte opposizione tra gli statisti prussiani contro un'alleanza con l'Austria. La madre di Francesco Giuseppe chiese: «c'è qualche speranza che questo triste matrimonio, che stanno imponendo all'affascinante Anna e che non le lascia alcuna prospettiva di felicità, possa venir impedito?», ma purtroppo i suoi sforzi non vennero coronati da successo.


  • Elena in Baviera (1834 - 1890)



Nota a tutti col nomignolo di Nenè, era la sorella maggiore di Sissi. Era la figlia della duchessa Ludovica, sorella di Sofia. Fu presa in considerazione perchè era in età da marito, era una donna dalla bella figura ed era una donna molto istruita ed educata. Rispetto alle altre sorelle non si può dire che fosse bellissima, ma aveva il portamento fiero, eretto ed elegante. 


Del perchè non sposò lei è ben noto, soprattutto dai film di Marishka... Ma vedremo più avanti anche questo punto! Resta il fatto che fra tutte fu l'unica ad esser contatta poichè le altre erano state velocemente scartate per i motivi sopracitati. 










Va comunque ricordato che Franz, come tutti gli uomini del tempo, non era digiuno da certe "pratiche" e da certe "conoscenze" in campo sessuale. A differenza delle donne, infatti, l'uomo doveva assolutamente mettere in atto certe conoscenze e non c'è dunque nulla di cui stupirsi se anche l'imperatore abbia avuto delle contesse che gli insegnarono i segreti del sesso... Tenete a mente questo dettaglio, che tornerà utile più avanti nel narrare della prima notte di nozze di Elisabetta! ;)