venerdì 15 novembre 2013

Canti di Natale della tradizione tedesca dell’Ottocento – parte IV

Ich steh an deiner Krippen hier


Quella che vi sto per proporre è una brevissimissima versione del canto natalizio tedesco "Ich steh an deiner Krippen hier" eseguito dal Thomanerchor di Lipzia, con la melodia di Bach. 
Vi ho condiviso questo video un po’ perché mi piace il video in se, un po’ perché purtroppo non sono riuscito a trovare una versione completa di tutto il canto. Nella mia ricerca ho notato che moltissimi cori cantano versioni diversissime fra loro, chi una strofa, chi un’altra… Pare che non esista un’effettiva versione “canonica” di questo Weihnachtslied. Avevo trovato un altro video, però il testo che avevo sottomano non coincideva con quello cantato!! Lo trovate nella sua versione completa su wikipedia! So sorry!

Il testo originale di questo canto natalizio, il cui titolo tradotto significa "Sto qui presso la tua mangiatoia", venne composto nel 1653 dal teologo luterano Paul Gerhardt (1607–1676) che descrive la devozione di un credente di fronte a Gesù bambino nella mangiatoia. Apparve nello stesso anno, nella sua versione completa di 14 strofe, per la prima volta nella raccolta Praxis Pietatis Melica curata da Johann Crüger. Fu messo in musica solamente nel 1667 da Johann Georg Ebeling (1637–1676).
Nel 1735, vi fu una rielaborazione del testo che fu portato da quattordici a sette strofe, ad opera del conte e teologo Nikolaus Ludwig von Zinzendorf (1700–1760). 

L'anno successivo, il compositore Johann Sebastian Bach, adattò il testo di Gerhardt ad una melodia apparsa nel Musicalisches Gesang-Buch, noto anche come Schemelli-Gesangbuch, e pubblicato a Lipsia.
Una rielaborazione del testo in ambito cattolico è stata infine composta nel 1975.


Il testo può esser eseguito da un coro a cappella, oppure, sia con la melodia di Ebeling che con quella di Bach (vedi video)


Da ich noch nicht geboren war,
da bist du mir geboren
und hast mich dir zu eigen gar,
eh ich dich kannt, erkoren.
Eh ich durch deine Hand gemacht,
da hast du schon bei dir bedacht,
wie du mein wolltest werden.


Ich sehe dich mit Freuden an
und kann mich nicht satt sehen;
und weil ich nun nichts weiter kann,
bleib ich anbetend stehen.
O daß mein Sinn ein Abgrund wär
und meine Seel ein weites Meer,
daß ich dich möchte fassen!


CONTINUA...


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